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Coronavirus: il virus è più “cattivo” con chi fuma
Anche smettere di fumare rappresenta una strategia per prevenire l’infezione da Coronavirus. In un video pubblicato sulla pagina del Direttore Generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben, il Dottor Luca Oselladore, Responsabile U.O.S. di Cardiologia Riabilitativa di Chioggia e Responsabile dell’Ambulatorio per il Trattamento del Tabagismo di Chioggia, segnala il fumo come il probabile fattore aggravante che rende il virus più letale con gli uomini, rispetto alle donne. I dati dicono infatti che molti di più sono gli uomini fumatori: 7 milioni contro i 4,5 milioni di donne. In totale nel nostro paese – sempre fonte ISS – i fumatori sono 11,6 milioni, il 22% della popolazione di età superiore ai 15 anni.
Il consumo di tabacco rimane per l’Organizzazione Mondiale della Sanità la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile in quanto, si sa, rimane una scelta del singolo individuo decidere di smettere di fumare o meno. Si ricorda che il fumo di tabacco è uno dei principali fattori di rischio nell’insorgenza di neoplasie, problemi respiratori e cardiovascolari.
Appare pertanto chiaro che, proprio in questo periodo in cui si sta affrontando l’emergenza da Coronavirus, non fumare è un’arma in più per affrontare meglio la malattia nel caso si venisse contagiati da questo virus.
Ecco il video sul tema del Dottor Luca Oselladore, Responsabile U.O.S. di Cardiologia Riabilitativa di Chioggia e Responsabile dell’Ambulatorio per il Trattamento del Tabagismo di Chioggia.




