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Attestato di riconoscimento per i bagnini di Chioggia, con loro il litorale è più sicuro
Sono un centinaio gli assistenti bagnanti che ieri pomeriggio hanno avuto un attestato di riconoscimento per l’impagabile attività di servizio svolta quest’estate e molti di loro erano presenti in Sala consiliare del Municipio per ricevere i complimenti e i ringraziamenti dell’Amministrazione.
Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia:” Sono particolarmente felice di consegnare questi attestati oggi non solo perché esprimono tutta la nostra stima a chi si è prodigato per la sicurezza del prossimo ma anche perché si tratta di giovani. Lo dico sempre: non c’è miglior modo di investire il proprio tempo che dedicarlo agli altri, alla propria città, alla comunità cui si appartiene. Per i giovani questo consiglio vale ancora di più e i ragazzi che oggi abbiamo festeggiamo lo dimostrano”.
Secondo i dati del Servizio Coordinato di Salvataggio, attivo dal 2015, gli assistenti bagnanti quest’anno sono stati mediamente giovani, dai 17 ai 40 anni, molti studenti delle superiori e universitari, in particolare si segnalano 6 studenti di medicina. Si tratta di operatori molto preparati che hanno superato l’impegnativo corso di formazione.
Sono stati impegnati lungo il nostro litorale di circa 7 chilometri e mezzo, da Sottomarina a Isola Verde, dislocati nelle 53 postazioni di salvataggio di cui 47 negli stabilimenti balneari (contraddistinte da numeri) e 6 (contraddistinte da lettere) nelle spiagge libere. Quest’anno l’inizio della stagione sancito da un’apposita ordinanza è stato il 27 maggio, anche se i bagnini solitamente entrano in servizio prima, mentre il termine era il 10 settembre, anche se, grazie al bel tempo, la stagione si è protratta di almeno due settimane.

Quest’anno è ripresa la collaborazione con la SICS, Scuola italiana cani salvataggio. Sono stati 15 gli operatori con i loro cani impiegati in azioni di supporto, sono intervenuti in 6/7 occasioni, anche nella ricerca di bambini smarriti.
Sono stati invece circa una cinquantina gli interventi messi in atto dagli assistenti, dai malori al colpo di calore al recupero di bagnanti in difficoltà come la signora quarantenne che si è sentita male mentre faceva il bagno.
Segnalata spesso la superficialità dei bagnanti che, nonostante le condizioni del mare avverse, non desistono dal tuffarsi, mettendo a repentaglio la loro vita e quella di chi poi li deve trarre in salvo. Da segnalare che tutte le postazioni hanno ponte radio in caso di emergenza che mette in comunicazione sia gli operatori impegnati nel servizio che la Capitaneria di porto e il pronto soccorso. Un servizio molto utile per esempio nella ricerca di persone smarrite, non solo bambini come la 12enne che quest’estate ha camminato per due ore percorrendo quasi due chilometri prima di venire rintracciata, ma anche anziani che spesso perdono il senso dell’orientamento mentre passeggiano sul bagnasciuga. Le postazioni di controllo sono anche georeferenziate in modo da esser facilmente riconosciute anche dall’alto e per la quasi totalità dotate di defibrillatore.




