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Baldin (M5S): «Stabilimenti balneari aperti a ottobre, occorre ripristinare anche il servizio di salvataggio ai bagnanti»
Al mare fuori stagione, ma senza sorveglianza per i bagnanti. L’ondata di caldo agostano, che ha travolto l’alto Adriatico addirittura domenica 1° ottobre, ha attratto migliaia di persone verso le spiagge del litorale veneto: tanti stabilimenti hanno riaperto per l’occasione, dopo che il termine ufficiale della stagione balneare era scattato come sempre a metà settembre.
«Solo che però -riporta Erika Baldin, coordinatrice metropolitana del MoVimento 5 Stelle- le convenzioni in atto tra le rispettive amministrazioni comunali e le associazioni di categoria del settore non hanno previsto tale evenienza, con riferimento all’assistenza ai bagnanti. Morale? Tutti gli stabilimenti che hanno aperto lo hanno fatto incassando la locazione di ombrelloni e lettini, ma non hanno fornito il servizio di salvataggio in mare, per chi ha inteso approfittare della temperatura mite al fine di godersi il “bonus” degli ultimi bagni fuori tempo massimo».
Un particolare certo non prevedibile, ma non secondario: «Tra Jesolo e Sottomarina -continua la consigliera regionale- la macchina dell’ospitalità si è rimessa in moto, sia nelle strutture ricettive che nelle spiagge. Ma se vengono chiesti anche più di venti euro per trascorrere la giornata sulla sabbia, non si può non prorogare la sorveglianza di chi sceglie di affrontare l’acqua del mare, dove il progressivo rarefarsi del sole nelle ore meno centrali può anche causare problemi. Altrimenti, è come servirsi della spiaggia libera, che però è gratuita».
Baldin dà conto delle lunghe file di automobili nelle strade che portano verso le località turistiche, come fosse fine maggio: «Ben vengano le giornate soleggiate a ottobre, gli spostamenti di massa verso le spiagge veneziane, l’aumento delle motivazioni per protrarre la vacanza estiva in periodo di cambiamento climatico. Le stesse associazioni di categoria -conclude l’esponente del M5S- hanno plaudito al fiorire di eventi e manifestazioni atte a destagionalizzare il turismo. Ma appunto, enti locali e operatori facciano la propria parte, e consentano il ripristino dei bagnini di salvataggio finché ci saranno utenti negli stabilimenti balneari in concessione».



