Granchio Blu, proposto come piatto gourmet da molti chef. A Chioggia uno studio per valutarne criticità ed opportunità

Scritto da il 16 febbraio 2023 alle 20:02
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Un monitoraggio della distribuzione e abbondanza della specie alloctona Callinectes sapidus (Granchio blu) in laguna di Chioggia, con i relativi impatti sulla pesca tradizionale e le eventuali indicazioni gestionali, anche ai fini della commercializzazione. È quello che partirà verso la fine di marzo e che per un anno circa terrà impegnate Fondazione della Pesca, Regione del Veneto e Università degli Studi di Venezia, i tre enti promotori.

“Come presidente della Fondazione della Pesca e in accordo con il Consiglio dell’Ente, abbiamo finanziato questo importante progetto che riguarda il Granchio Blu – ha detto il Sindaco di Chioggia, Mauro Armelao – una specie che può essere un pericolo ma anche una risorsa. Lo studio andrà a capire come si comporta questo granchio per definirne poi la gestione: da un lato sappiamo che si tratta di una specie che può essere pericolosa per l’ecosistema del nostro mare, dall’altro abbiamo visto che compare già nei menu dei grandi chef e quindi può essere una risorsa per il comparto della pesca”.
Una questione non più procrastinabile quella del Granchio Blu, specie aliena che, a detta di molti pescatori locali, si sta riproducendo velocemente con il rischio di prevalere su alcune specie locali, oltre che costituire un potenziale danno per gli strumenti di pesca, rendendo nel contempo più laboriosa la cernita del pescato.

Al Prof. Piero Franzoi del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università di Venezia è affidato il compito di studiare il Granchio Blu nella laguna di Chioggia, coinvolgendo, tramite le cooperative locali, alcuni pescatori chioggiotti. Lo studioso uscirà in laguna a bordo di imbarcazioni messe a disposizione da alcuni pescatori e, grazie al loro fattivo e prezioso contributo, catturerà alcuni esemplari di Granchio Blu da sottoporre ad accurate ricerche.
L’obiettivo è quello di monitorare questa specie invasiva presente nella nostra laguna, studiarne la distribuzione, la struttura di popolazione e le abbondanze. I dati raccolti verranno utilizzati per valutare i potenziali impatti sul settore della pesca lagunare, compresa la possibilità di mettere in campo nuove tipologie di reti dato che questa specie provoca danni a quelle comunemente usate dai pescatori.

Nota positiva: il Granchio Blu viene già sfruttato commercialmente in alcune zone del Paese e questo può rappresentare sicuramente un’opportunità oltre che un mezzo per contrastane la riproduzione incontrollata. Molti chef lo hanno proposto come piatto gourmet nei menu per le recenti feste natalizie ed è già corsa all’assaggio tra gli amanti della buona cucina.
Il costo complessivo del progetto è di € 40.000,00. La spesa sarà cofinanziata in parti eguali da Fondazione della Pesca e Regione del Veneto.

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Granchio Blu, Callinectes sapidus, le caratteristiche

Si tratta di un crostaceo originario delle coste atlantiche delle Americhe caratterizzato da un “carapace” di colore variabile dal blu al verde oliva, che può arrivare a oltre 20 cm di larghezza del carapace, per un peso individuale che può raggiungere i 150 grammi alla maturità. Le chele sono robuste di colore blu brillante; nelle femmine mature acquistano un colore rosso agli apici.

La specie è caratterizzata da un ciclo di vita relativamente lungo, che dura generalmente 3 o 4 anni. Pur essendo stato segnalato per la prima volta in laguna di Venezia già nel 1949 (Giordani Soika, 1951), il granchio blu è diventato frequente e relativamente abbondante nella laguna di Venezia solamente negli ultimi anni, come testimoniato dall’aumento delle presenze nelle catture della pesca tradizionale. Questa specie viene attualmente già sfruttata per fini commerciali nell’area meridionale del Delta del Po, con un prezzo alla vendita in crescita come conseguenza dell’aumento della domanda sui mercati ittici locali. Il granchio blu ha comunque dei potenziali impatti negativi sul comparto della pesca e dell’acquacoltura: rappresenta infatti uno dei principali predatori di mitili, ostriche e vongole, con impatti pesanti sia sui banchi naturali che sugli allevamenti; è stato in particolare evidenziato l’effetto negativo di questo granchio sugli stock di diverse specie di vongole, sia oggetto di pesca che di allevamento.

Il granchio blu potrebbe inoltre avere un effetto negativo diretto sulla pesca con reti fisse (tresse e cogolli), data la sua capacità di rompere le maglie delle reti, una volta intrappolato, per cercare una via di fuga. Risulta essere quindi quanto mai necessario il monitoraggio di questa specie invasiva presente nella laguna di Chioggia, per studiarne la distribuzione, la struttura di popolazione e le abbondanze. I dati raccolti verranno utilizzati per valutare i potenziali impatti sul settore della pesca lagunare. Le attività di monitoraggio saranno condotte in collaborazione con operatori del settore. Con l’occasione verrà inoltre valutato l’utilizzo di nasse da granchi per la pesca selettiva del granchio blu. Sulla base dei risultati ottenuti saranno formulate indicazioni gestionali per ridurre al minimo gli impatti negativi di queste specie invasive sulle attività di pesca in laguna di Chioggia.

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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