- Chioggia in lutto: addio a Gino Ardizzon, capo squadra dei Vigili del Fuoco
- Operazione “Legalità in spiaggia”, Polizia Locale: quasi 4.000 articoli sequestrati in un mese
- Chioggia sbarca su Rai 1: Beppe Convertini racconta il fascino della laguna ad “Azzurro – Storie di mare”
- Chioggia, Forte San Felice: terminati i restauri del Blockhaus austriaco e del Portale del Tirali
- Chioggia, la proposta del giornalista Gianluca Salvagno: “Dedichiamo un angolo della città a Pierluca Donin”
- Musica senza confini a Chioggia: pianisti ucraino e russa insieme sul palco
- Carlo Boscolo perde la vita sulla Romea, il ricordo delle persone che lo hanno conosciuto
- Dramma all’alba sulla statale 309: ventenne perde la vita dopo un’uscita di strada
- Incastrato con l’auto tra le calli: la disavventura notturna di un turista
- Al via la Sagra del Pesce di Chioggia: la guida completa per mangiare, parcheggiare e vivere gli spettacoli
Venezia: le merlettaie di Chioggia vincono il concorso “Un abbraccio non abbraccio”
Una bella soddisfazione per le merlettaie di Chioggia che hanno vinto a Venezia il concorso “Un abbraccio non abbraccio” battendo la concorrenza di altre 15 artiste del settore arrivate da tutta Italia. Il tema del concorso era ispirato al lockdown e all’emergenza Covid che ha segnato profondamente le nostre vite negli ultimi due anni.
Ricordiamo che esiste anche l’associazione “Il Merletto Di Chioggia”, una spontanea aggregazione con lo scopo di salvaguardare e valorizzare il merletto tipico del territorio chioggiotto attraverso iniziative che ne favoriscano il recupero, la pratica e la diffusione delle sue tecniche e della cultura artigianale ed artistica tradizionale.
Sempre molto apprezzata la loro presenza ad esempio durante l’evento della Marciliana che ritornerà proprio il prossimo fine settimana: il loro lavoro a fuselli attira sempre curiosità ed interesse.

La lavorazione a tombolo nel territorio di Chioggia è documentata fin dal XVI secolo ed ha avuto una vasta affermazione e diffusione nei successivi XVII e XVIII secoli. Chioggia faceva parte del Dogado della Serenissima Repubblica e anche la storia del merletto è strettamente legata a quella di Venezia.
La diffusione era molto capillare nel nostro territorio tanto da occupare, nel 1780, circa settemila lavoranti a domicilio e tutta la loro produzione veniva raccolta da ditte locali che provvedevano alla commercializzazione nel Dogado veneto e anche all’esterno..
Un riferimento storico-letterario lo troviamo nelle Baruffe Chiozzotte di Carlo Goldoni: all’inizio del primo atto sono rappresentate alcune donne che stanno lavorando a tombolo mentre aspettano il ritorno degli uomini dalla pesca.
Sul finire del secolo XVIII, con i cambiamenti della moda, diminuisce la domanda di merletti per l’abbigliamento, tuttavia l’arte continua ad essere praticata nelle famiglie per il corredo e la dote delle giovani donne.
Fino al secondo dopoguerra le calli di Chioggia erano affollate da donne che all’aperto erano intente al lavoro del merletto e del ricamo, nella seconda metà del secolo questa attività è andata poco a poco diminuendo fino quasi a scomparire.



