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Stabilimenti balneari, serve una riforma della Tari: ora tariffe insostenibili
Il buco milionario sulla Tari si sta riducendo in seguito agli accordi tra sigle del turismo, Veritas e Comune per chiudere i contenziosi e rientrare dagli insoluti, ma le sigle di categoria chiedono ulteriori misure per rendere sostenibile il pagamento del servizio di raccolta e asporto rifiuti. Della questione Tari si è parlato anche lunedì nella seduta di bilancio della V commissione consiliare.
«E’ tempo che sulla tariffa rifiuti si faccia un discorso complessivo e definitivo», spiega il presidente di Gebis, Gianni Boscolo Moretto, «lo diciamo dal 2003 che la tariffa sui rifiuti nel nostro comune non è applicata in modo corretto. Il peccato originale è a monte perché la politica ha accettato supinamente il “conto” che gli veniva presentato da Veritas e lo spartiva tra gli utenti. Andava invece contestato subito quel conto e si sarebbe evitato tutto quello che è successo dopo. Inutile ora cercare colpevoli o rimpallare le responsabilità degli insoluti tra l’una o l’altra categoria. La nostra associazione è stata parte diligente nell’adoperarsi per la risoluzione del problema innanzitutto ritirando quasi tutti i ricorsi pendenti e favorendo l’accordo tra imprese associate e Veritas per chiudere i contenziosi pendenti. Ma questo sforzo, così come evidenziato in commissione, non può restare isolato, ora deve essere accompagnato da una riforma complessiva del Regolamento sulle tariffe per l’asporto rifiuti che permetta a tutti di poter sostenere l’onere delle bollette. Questa posizione l’abbiamo espressa più volte e la stiamo sostenendo anche al tavolo aperto con Veritas e Comune per avviare il percorso di risoluzione dei contenziosi.
La situazione degli insoluti è dovuta a un eccessivo carico che le aziende del nostro settore subiscono oramai dal 2003 e che è diventato insostenibile. Ora chiediamo all’amministrazione di rateizzare il 2020, di riaprire i termini per la presentazione dei formulari pregressi, di applicare la riduzione del 9,6% già dalla prima bolletta del 2021, ma soprattutto di rimodulare e ridurre i prossimi piani finanziari Tari e di rendere le tariffe per il nostro settore definitivamente sostenibili».





