- Il beach tennis mondiale arriva a Sottomarina con gli IFTB World Championship 2026
- Il Piccolo Teatro Città di Chioggia lancia il nuovo sito web per valorizzare storia e attività
- Presentato a Valli il romanzo di Concetta Ricottilli ispirato alla vita di Gianluca Boscolo Biello
- Chioggia proclama il lutto cittadino per la tragedia di Ca’ Lino
- La giovane Matilde Armelao, figlia del sindaco di Chioggia, salva l’amica colpita da crisi epilettica
- Tragedia all’alba a Chioggia: furgone precipita in un canale, tre morti
- Chioggia, via le bici dalla piazzetta di San Giacomo: diventa area pedonale
- Venezia, Bielo Srl fornisce supporto logistico al padiglione austriaco, il più chiacchierato della Biennale
- Chioggia, “Piazziamoci un libro”: grande partecipazione per “Iran. Donne e rivolte”
- “Le città di pianura”, nel film che ha sbancato ai David 2026 ci sono anche scene girate a Chioggia
Andy Warhol in mostra a Chioggia
Dal 25 aprile al 15 luglio la Pop Art di Andy Warhol arriva a Chioggia. Le sue opere saranno esposte al Museo Civico della Laguna Sud in un evento organizzato dal Comune di Chioggia in collaborazione con MV Eventi,
“Con grande entusiasmo, anticipiamo il primo evento confermato per il 2021 – commenta l’assessore alla Cultura e al Turismo Isabella Penzo – vuole essere un appuntamento di forte richiamo all’interno del calendario culturale del prossimo anno”.
Nato il 6 Agosto 1928 a Pittsburgh da immigrati cecoslovacchi, Andy Warhol ha fatto della provocazione e dell’ironia il suo modus operandi.
La sua attività artistica conta tantissime opere, che produceva in serie con l’ausilio dell’impianto serigrafico. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara, Michael Jackson, Elvis Presley, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Marlon Brando, Liza Minnelli e tante altre.
La ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti). Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali (famose le sue bottiglie di Coca-Cola) o immagini d’impatto come incidenti stradali o sedie elettriche, riusciva a svuotare di ogni significato le immagini che rappresentava proprio con la ripetizione dell’immagine stessa su vasta scala.
La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all’interno di un museo o di una mostra, era una provocazione nemmeno troppo velata: secondo uno dei più grandi esponenti della Pop art l’arte doveva essere “consumata” come un qualsiasi altro prodotto commerciale.
Ha spesso ribadito che i prodotti di massa rappresentano la democrazia sociale e come tali devono essere riconosciuti: anche il più povero può bere la stessa Coca-Cola che beve Jimmy Carter o Elizabeth Taylor o qualsiasi personaggio famoso contemporaneo.





