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Politica e categorie unite, bisogna bloccare il parcheggio all’Isola dell’Unione: una scatola di cemento che non porta benefici
Un orrenda scatola di cemento che porta pochi benefici, in termini numerici, circa l’aumento dei parcheggi a disposizione. Bisogna fermarlo! L’urlo quasi disperato, visto che i lavori sono iniziati, arriva da due consiglieri di minoranza Marcellina Segantin e Leonardo Ranieri (Chioggia Viva) che si sono fatti portavoce di numerose associazioni del territorio: “Gebis”, “Cisacamping”, “ConChioggiaSi”, “Chioggia Yacht Group”, “ASCOM” , “Confartigianato” e “Pro Loco Chioggia e Sottomarina”.
Scrive in una nota Marcellina Segantin: “I lavori per la costruzione del capannone ad uso parcheggio all’Isola dell’Unione sono iniziati, nonostante tutti, dico tutti, non lo vogliano. È sconcertante che l’amministrazione non riesca o non voglia bloccare lo scempio ambientale che trasformerà definitivamente ed irreversibilmente una parte così importante della nostra città”.
Prosegue poi la riflessione dell’ex candidata sindaco alla città di Chioggia: “Sicuramente oggi, in un momento storico che antepone la preservazione del territorio e delle bellezze naturali a qualsiasi altra cosa, un enorme scatola di cemento prefabbricato alta 5 metri incastrata tra il campo da calcio e la riva ovest del canale a tutti parrebbe improponibile, soprattutto perché i posti auto che si otterranno in aumento rispetto agli attuali saranno solo 40, posti che si potrebbero facilmente ottenere semplicemente ridisegnando gli stalli esistenti e invece i lavori per più di un milione di euro sono in corso”.
In questi mesi sono stati fatti numerosi appelli all’amministrazione cittadina, ma la risposta è sempre stata “bisogna farlo per non perdere i soldi”, spiega la Segantin che allora propone: “Che gli uffici preparino una variante in corso d’opera e si realizzi una struttura interrata che mantenga il piazzale a parcheggio soprastante, l’unico spazio che può ospitare concerti e manifestazioni in una posizione strategica perchè centrale tra Chioggia e Sottomarina tale da poter essere raggiunta a piedi da chiunque, una struttura ad impatto zero dal punto di vista ambientale che non andrebbe ad influenzare gli impianti sportivi dell’isola che anzi potrebbero essere sistemati. In alternativa si potrebbe dirottare il finanziamento per costruire la stessa struttura a Borgo San Giovanni dove sarebbe utile addirittura un multipiano, fondamentale per l’ imminente messa in atto della ZTL. Pensiamo che sia inaccettabile procedere consci del danno irreversibile che si arrecando al nostro prezioso territorio e riteniamo giusto che tutti si mobilitino prima che sia troppo tardi”.




