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La città attende la beatificazione di Padre Calcagno, ma i tempi sono ancora lunghi
Il sindaco Alessandro Ferro ha inviato i primi giorni di settembre, una lettera postulatoria alla Congregazione delle Cause dei Santi, per chiedere l’interessamento della Congregazione alla causa di beatificazione di Padre Raimondo Calcagno. A 56 anni dalla sua morte, è ricordato da molti come un benefattore della città, per l’esemplare esercizio del suo ministero sacerdotale e soprattutto per il suo “appassionato impegno alla formazione umana e cristiana di tanti fanciulli poveri e abbandonati, spesso privi del padre morto in mare nel duro lavoro del pescatore”, come attestato dalla delibera del Consiglio Comunale del luglio 1964 all’indomani dei funerali del Padre, che chiedeva l’avvio della causa di canonizzazione.
In data odierna, è giunta la risposta della Congregazione, nella quale viene indicato come i casi di presunti miracoli richiedano tempi adeguati per l’elaborazione dei dossier. Nello specifico, si legge che nella causa di Padre Raimondo Calcagno è stato ultimato il primo studio e “formulate alla Postulazione le osservazioni da apporre al testo. Quando il Postulatore ne consegnerà al Dicastero la versione definitiva, la documentazione, come di prassi, sarà immediatamente sottoposta allo studio dei periti medici”.
«La Congregazione – spiega il sindaco Alessandro Ferro – mi ha assicurato che continuerà a prestare alla Causa di Padre Raimondo tutta l’attenzione che merita. Mi auguro che molto presto la nostra città possa festeggiare la beatificazione di un sacerdote, che, in un periodo buio della storia italiana della guerra e del dopoguerra, così tanto ha fatto per i giovani di allora, che, diventati adulti, ne hanno continuato a seguire l’esempio di vita».




