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Da Chioggia a Los Angeles: Inanna presenta la sua nuova canzone
Da Chioggia a Los Angeles, davvero un lungo viaggio quello fatto da Annalisa Giolo che attraverso varie tappe private ed artistiche è arrivata nella capitale dell’industria cinematografica e dello spettacolo statunitense. Sposata negli Stati Uniti, ha lanciato in queste ore il suo nuovo disco, con il nome d’arte di Inanna. Annalisa, con questo progetto, unisce beats e suoni elettro-pop contemporanei con atmosfere e strumenti medio-orientali antichi, oltre a presentare, in tutte le canzoni, un messaggio ambientalista ed animalista. Inanna vuole contribuire a portare le tematiche ambientali al centro della cultura, come dovrebbero essere in questo momento nella storia dell’umanità.
Spiega Inanna: “Immaginando una pacifica, verde ed abbondante città del futuro, un luogo in completa armonia, una città invisibile. In questo luogo immaginario, nessuno può distinguere dove inizia la natura o dove finisce la città: città e natura si confondono in uno spazio utopico, un regno di “piante, libri, animali e teatri”. Questa ballad etnica evoca e trasporta alla visione di un futuro per cui vale la pena di lottare. Un futuro dove la bellezza contiene la promessa della felicità.
Nel visionario video musicale, il regista italiano Alex Bordoni ha scelto di presentare immagini contrastanti rispetto alla sensualità e seduttività della canzone di Inanna: in un’oscura caricatura dell’attualità, dove inquientanti guardie con maschere di ispirazione veneziana (la maschera anti-peste del dottore) trattengono una paziente prigioniera, il desiderio di libertà ed una rinnovata armonia diventa un antidoto alla paura e disperazione. La stessa Inanna appare in diversi ruoli, come una bianca messaggera del futuro, come una profetessa in rosso, e, accompagnata da ballerine, come una creatura della notte, visibile solamente sotto una determinata luce.
In un mondo virtuale che simbolizza un futuro non-nato, parti del corpo di Inanna appaiono come strani fiori notturni che sbocciano e danzano, come a rappresentare la venuta di qualcosa di miracoloso, ma ancora invisibile.
Un vero piacere per i sensi e allo stesso tempo un commento oscuro ma ironico sull’attualità, Invisible City si rivela non solo come un posto immaginario dove fuggire, ma come un invito a prendere i nostri sogni di armonia sul serio.
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