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Covid-19, quasi raddoppiate le terapie intensive. Il Veneto pronto a fronteggiare un’eventuale nuova emergenza
La giunta regionale ha approvato oggi il nuovo Piano di sanità pubblica per una risposta sanitaria pronta contro il coronavirus. Il piano è stato presentato anche in una conferenza stampa, dal governatore Luca Zaia che vuole evitare un nuovo lockdown.
Raddoppiati i posti-letto di terapia intensiva portati da 494 a 1.016. Sono stati stanziati dalla regione ben 98 milioni di euro. Confermati i 13 Covid-hospital. Alle terapie intensive si affiancheranno 683 sub-intensive (da 85 che sono attualmente) e 1.085 malattie infettive (dalle attuali 165). C’è anche una novità, è stata introdotta la figura dell’infermiere di famiglia, un infermiere ogni 50 mila assistiti e ogni 4 medici di base.
“Per la sanità regionale l’emergenza purtroppo continuerà nei prossimi mesi – dice Zaia – perché comunque ci sarà la psicosi: se avremo 500mila ammalati di influenza stagionale, dovremo fare 500mila tamponi perché i sintomi sono sovrapponibili”. Il vaccino anti-influenzale in Veneto non è obbligatorio – ha ricordato Zaia – ma “fortemente raccomandato”.
Il governatore del Veneto ha chiesto attenzione ai veneti che andranno in vacanza all’estero: “In questo momento abbiamo quasi solo contagi importati da fuori, o da veneti che sono andati in ferie e ritornano o da stranieri”. Il governatore ha citato i giovani che si sono infettati durante una vacanza all’isola di Pag, in Croazia. Ma ha parlato anche di altri casi importati in queste ore da Spagna, Perù, Malta, Grecia. “Le vacanze sono un elemento di rischio, chiaro che ognuno è libero di andare dove vuole, però dico di stare bene attenti e di indossare le mascherine e mantenere il distanziamento anche nei Paesi in cui queste misure non sono obbligatorie”.




