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Virus d’importazione, l’ordinanza di Zaia: isolamento di 14 giorni per chi non arriva dai 36 paesi “esenti”
Il governatore del Veneto Luca Zaia ha presentato la nuova ed attesa ordinanza che arriva dopo il caso dell’imprenditore vicentino contagiato dal Covid-19 durante un viaggio di lavoro.
La nuova ordinanza si concentra sui rischi determinati proprio dai casi di “virus di importazione”: a chi ritorna nel nostro territorio dopo un viaggio in Stati esteri che non fanno parte dell’Unione europea (più alcuni altri, per un totale di 36 Paesi “esenti”), viene imposto l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni. Inoltre, se un soggetto ha compresenza dei sintomi di infezione repiratoria e di temperatura sopra i 37,5 gradi l”Ulss avrà la possibilità di individuare strutture ad hoc in cui isolare i soggetti nel caso in cui abbia dfficoltà a metterli in isolamento in famiglia.
Spiega ancora Zaia: «Le aziende hanno l’obbligo di sottoporre a tampone tutti i loro lavoratori che rientrano in Veneto dopo un viaggio in un Paese diverso da quelli dell’allegato; in caso di negatività, va fatto un secondo tampone a distanza di 5-7 giorni. Il test è gratuito e a carico del sistema sanitario». Inoltre, «l’Ulss è obbligato a presentare denuncia all’autorità giudiziaria e comunicare al sindaco e al prefetto i casi di isolamento». In caso di violazione ci sono multe salate: «L’azienda pagherà 1000 euro per ciascun lavoratore», oltre al profilo penale che prevede «arresto e carcere».
Chi è positivo e ha sintomi ma si rifiuta di essere ricoverato «viene segnalato dall’Ulss all’autorità giudiziaria ai fini dell’individuazione di ipotesi di reato: in questo caso parte la denuncia d’ufficio». L’ordinanza, ha detto Zaia, «colma un vuoto lasciato dal Dpcm: finora, chi rientra entro 120 ore non aveva l’obbligo di quarantena».



