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Minore del Kosovo, positivo al Covid-19, accede agli uffici di polizia e rischia di contagiare il personale
Il sindacato Fsp Polizia di Venezia denuncia lo stato in cui si trovano a lavorare gli uomini della Polizia di Stato: “Criminale l’assenza di tutele per il personale e per i cittadini che quotidianamente entrano ed escono dagli uffici. Ne abbiamo avuto un esempio venerdì scorso, quando un minore extracomunitario originario del Kosovo si è presentato in Questura a Marghera. Uno dei tanti che ogni giorno davanti all’ingresso cercano un modo di rimanere in Italia. Il giovane è entrato in contatto con almeno 20 o 30 agenti perchè, non parlando italiano, è stato rimbalzato tra personale di vigilanza, interpreti e personale dell’Ufficio stranieri. Non solo, è stato fatto accomodare in attesa nella sala piena di altri cittadini di svariate nazionalità e poi accompagnato in Ufficio anticrimine-minori e poi alla scientifica per il fotosegnalamento e ancora accompagnato su una volante negli uffici comunali e in un centro per minori. Solo mercoledì mattina si è giunti a conoscenza che il minore domenica si era sentito male ed era stato portato in ospedale risultando positivo al Covid-19”.
La Segreteria Provinciale del sindacato Fsp Polizia di Venezia ha scritto al Questore di Venezia per sensibilizzarlo sulla questione: “Come si sentirebbe Lei se per caso fosse uno di questi poliziotti? A posto con la coscienza ? E’ stato fatto tutto per prevenire e porre il personale e i cittadini in sicurezza?
Per entrare in un qualsiasi ufficio pubblico – scrive nella lettera il sindacato – misurano almeno la febbre, mentre negli uffici piu’ esposti e affollati della Questura di Venezia ben che vada si raccomanda la mascherina. Noi dovremmo essere i primi a dare sicurezza e ad averne. E invece siamo talmente sprovveduti che rischiamo anche di essere criminali diventando responsabili anche della mancata tutela minima per gli utenti e per i dipendenti di altre amministrazioni.



