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“Contagio per regole non rispettate”? Bonfà replica alle accuse dell’Ulss: “Risposte inaccettabili e fuori contesto”
Continua la polemica sulla gestione dell’emergenza Coronavirus nella frazione di Valli, dove- ricordiamo- ci sono state 4 vittime. Residenti ed amministrazione da più giorni incalzano la Regione e l’Ulss per ottenere tamponi per tutti.
La risposta da parte dell’Ulss non è stata però quella che a Valli si sperava. L’azienda infatti, senza giri di parole, ha fatto intendere che il contagio si è propagato a causa del mancato rispetto delle regole- quali l’isolamento e la poca precisione nell’elencare i propri contatti in caso di positività.
Dichiarazioni che sono parse inaccettabili e fuori contesto dal capogruppo pentasteĺlato Paolo Bonfà, che vive nella frazione e replica: “La risposta dell’Ulss non tiene conto del contesto in cui si stanno verificando i fatti. Valli è una piccola frazione dove vivono poco meno di 2000 abitanti. I numeri non vanno paragonati a quelli dei grandi centri. A Valli c’è un forte senso di comunità e molti cittadini e, nel momento in cui non erano ben chiare le dimensioni dei problemi portati dal virus, la gente continuava a praticare i soli tre bar presenti e ad incontrarsi nelle poche attività presenti nel centro. Al netto delle presunte o accertate colpe di cui potremmo discutere all’infinito, vanno oggi messe in campo tutte quelle azioni di tutela per i residenti e per le categorie più deboli come gli anziani. Servono tamponi a tappeto e una tensostruttura di primo soccorso e di informazione per chi non accede ai canali comunicativi più veloci come Internet. Ricordo a Dal Ben che i possibili asintomatici di Valli continuano a spostarsi nel territorio raggiungendo il centro di Chioggia, Venezia e altre località vicine per lavoro. Se vogliamo fermare l’emergenza vanno colpiti i focolai. Se la Regione mette a disposizione realmente 20000 tamponi al giorno, se ne facciano subito 2000 a Valli”.




