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Chioggia, 1800 mascherine per i servizi essenziali e gli uffici comunali aperti al pubblico
La Città Metropolitana di Venezia ha fatto pervenire a Chioggia altre 1800 mascherine per i servizi essenziali e gli uffici comunali aperti al pubblico. 2400 erano già state consegnate la settimana scorsa ai servizi per anziani e ai volontari della Protezione Civile.
Continua intanto la distribuzione delle mascherine per la cittadinanza. Ieri pomeriggio nella frazione di Valli di Chioggia la distribuzione delle prime 12.050 mascherine destinate dalla Regione del Veneto al territorio di Chioggia. Oggi i volontari della Protezione Civile, affiancati dai volontari dell’Associazione Bersaglieri, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e della Croce Rossa, suoneranno i campanelli delle case nelle frazioni di Cavanella d’Adige e Cavana, per proseguire nei prossimi giorni a Sant’Anna di Chioggia, Ca’ Lino, Isolaverde, Ca’ Pasqua, Ca’ Bianca, Sottomarina e Chioggia centro storico.
Le mascherine fornite, come si legge nelle linee guida regionali e come raccomandato dall’assessore Cavazzana, “non sono da considerarsi presidi medici; mirano ad assicurare maggiore protezione in caso di uscita dalla propria abitazione, fermo restano l’obbligo di rispettare la distanza minima di un metro tra le persone; sono strettamente personali e non è in alcun modo consentito un utilizzo promiscuo, neanche tra i componenti dello stesso nucleo familiare; non sono lavabili”.
L’assessore alla Protezione Civile Genny Cavazzana dichiara: «Ringrazio la Protezione civile di Chioggia e anche i volontari di Associazione Nazionale Carabinieri, Bersaglieri e Croce Rossa, che hanno prontamente risposto al nostro appello per dare una mano nel confezionamento delle buste con le mascherine e la distribuzione porta a porta. Ciascuna famiglia, nei prossimi giorni, riceverà nella cassetta delle lettere una busta contenente due mascherine; saranno i volontari a raggiungere ogni casa e a suonare il campanello. Le regole non cambiano: chiediamo a tutti di portare pazienza e di rimanere a casa. Sia ben chiaro che avere la mascherina non concede il permesso di uscire, è da utilizzare solo da chi della famiglia fa spostamenti necessari e inderogabili (lavoro, spesa, farmaci, salute)».



