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FSP POLIZIA VENETO, bisogna chiudere anche gli uffici amministrativi di questure e commissariati
Mauro Armelao, segretario Generale regionale FSP Polizia di Stato del Veneto chiede la chiusura anche degli uffici amministrativi di questure e commissariati. Naturalmente continuando a garantire il soccorso pubblico.
Ecco il testo del Comunicato Stampa
Siamo ancora in attesa di conoscere il testo definitivo dell’ordinanza della Regione del Veneto con la quale si è decido di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al 1 marzo 2020, sono state annullate tutte le manifestazioni del carnevale, rinviate partite di calcio, ecc, per evitare che ci siano aggregazioni di persone per scongiurare il più possibile il propagarsi del virus, ma nessuno ha pensato fino ad ora di chiudere in forma preventiva e almeno fino al 1 marzo, anche gli uffici amministrativi delle questure e dei commissariati. Uffici ricordiamolo che lavorano a strettissimo contatto con utenti italiani e stranieri provenienti da tanti luoghi che potrebbero essere inconsapevolmente portatori del virus. In attesa quindi di conoscere il livello di contagio nella nostra regione e senza voler creare inutile allarmismo, ma per senso di responsabilità e di tutela verso gli operatori della polizia di stato impegnati a svolgere il proprio lavoro a contatto diretto con l’utenza, escludendo per ovvie ragioni gli uffici operativi e di soccorso pubblico, compresa la vigilanza agli uffici, auspichiamo che chi di dovere abbia il coraggio di prendere una decisione alla pari di quella presa andando a sospendere tutte le attività corsuali specialistiche, corsi di aggiornamento e seminari nella Polizia di Stato fino a data da destinarsi. Si potrebbe ovviare alla totale chiusura invitando eventualmente gli immigrati che hanno urgenze documentate al fine di invitare negli uffici solo poche persone, comprese quelle che hanno necessita di un passaporto per viaggi di lavoro e/o cure, riducendo drasticamente così il notevole afflusso di persone che si radunano presso questi uffici amministrativi. Quello che ci preme far presente e sottolineare, è che i poliziotti non sono dei robot, quindi immuni a contagi da virus, ma sono persone in carne ed ossa che devono essere salvaguardate il più possibile per garantire così il massimo della presenza in caso di necessità. Pensiamo se solo un poliziotto risultasse positivo al test… non vorremmo trovarci poi a dover chiudere interi uffici di polizia creando notevoli disagi, per il solo fatto di non aver adottato delle scelte, come quella proposta da noi in questo momento. Un plauso comunque va al ministero e precisamente alla direzione centrale di sanità che ha impartito su scala nazionale direttive volte a ridurre le possibilità di contagio dando direttive ai questori e dirigenti di specialità che hanno dato via a pulizie straordinarie negli ambienti interni e richieste di approvvigionamento di mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione individuali, ma si sa che la cautela non è mai troppa e quindi crediamo che la nostra proposta abbia un senso reale e concreto. Impossibile per esempio tenere alla distanza di un metro e mezzo una persona da sottoporre a fotosegnalamento da parte del personale della polizia scientifica. Sia chiaro a tutti, che se vi troverete di fronte un appartenente alle forze dell’ordine che indossa una mascherina, guanti e occhiali protettivi lo stesso non voglia creare allarmismo ma voglia solamente scongiurare il fatto di contrarre il virus al fine di essere così sempre pronto a svolgere il proprio servizio a tutela della collettività.



