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Un dossier all’Unesco per bloccare il deposito GPL
Sopralluogo a Chioggia giovedì 30 gennaio da parte di tre commissari Unesco (Bernhard Furrer, Réka Viragos, Tobia Salathe). Prima della riunione in Municipio, in cui si è parlato anche di Forte San Felice, i rappresentanti Unesco hanno potuto visitare il deposito di Gpl a Punta Colombi
«I commissari si sono resi conto di persona di quanto il deposito di gpl sia vicino al centro storico cittadino – spiega il sindaco Alessandro Ferro – e anche del fatto che un’opera industriale di tale entità, all’interno della laguna sud, non sia mai stata sottoposta all’Unesco come invece dispone la convenzione internazionale, né, aggiungo io, alla commissione di Salvaguardia e al Ministero dei Beni culturali. Chioggia ha delle problematiche da risolvere, la laguna va tutelata e il nostro porto deve restare commerciale e crocieristico: uno sviluppo industriale non è contemplato, né immaginabile nel nostro futuro».
Il vicesindaco e assessore all’Ambiente Marco Veronese spiega: «Come da richiesta degli stessi commissari, invieremo a breve un dossier all’Unesco, che va ad aggiungersi alla nostra lettera del 2017 in cui segnalavamo il tema. In questo documento espliciteremo l’iter cronologico che ha permesso la presenza dell’impianto di gpl in Val Da Rio, a partire dal 2009 in cui si parlava di bunkeraggio da 1350 metri cubi di gasolio e olii minerali destinato al rifornimento dei pescherecci. Ribadiamo che non vogliamo essere estromessi dal sito patrimonio mondiale, ma anche Chioggia, che per il 33% insiste nella laguna di Venezia, va salvaguardata. Ora ci aspettiamo una presa di posizione più decisa anche da parte del Governo».




