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Caro Gasolio, Piva della Fai Cisl: “I pescatori chioggiotti non ce la fanno più a sopportare la situazione”
Il caro gasolio si fa sentire tra i pescatori di Chioggia e della costa veneziana. Infatti, la voce carburante è una delle più pesanti nel bilancio del comparto e ormai, dopo mesi difficili, il quadro non accenna a migliorare. Anzi, sta peggiorando. E la Fai Cisl Venezia, l’organizzazione sindacale più rappresentativa del settore nella provincia, chiede si faccia presto sia a livello nazionale che regionale a salvaguardia del mondo della pesca.
«Le imprese della pesca e dell’acquacoltura – spiega il Segretario generale della Fai Cisl Venezia Pierpaolo Piva parlando da Bruxelles dov’è in atto un confronto sull’acquacoltura europea – vadano salvaguardate. Ma i lavoratori devono essere salvaguardati ancora di più, perché oggi non hanno alcun tipo di tutela: non hanno un ammortizzatore sociale, l’aumento del carburante va a gravare sulla busta paga, l’indennità di fermo pesca arriva un anno dopo da quando è stata presentata la domanda.
Questi problemi devono essere risolti subito, non c’è altro tempo da perdere. Ne va di un settore che coinvolge migliaia di lavoratori. L’ho detto di recente ai commissari europei venuti a Chioggia e lo ripeto a gran voce oggi: i dipendenti sono stanchi, non ce la fanno più a sopportare questa situazione. Sono ridotti ad avere uno stipendio all’osso, senza alcun tipo di tutela, con famiglie da sostenere e mutui da pagare. Se vogliamo salvare la pesca, dobbiamo partire dal sostegno primario ai lavoratori dipendenti, perché senza di loro si resta in banchina».




