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10 milioni di euro per salvare la marineria di Chioggia, un aiuto prezioso dalla Regione
Una boccata d’ossigeno fondamentale per un comparto allo stremo e un segnale concreto di vicinanza alle comunità costiere del territorio. Nella giornata di oggi, 22 ottobre, in concomitanza con lo sciopero e l’astensione nazionale dal lavoro che ha visto i pescherecci rimanere fermi nei porti di tutta Italia, una delegazione di pescatori e armatori di Chioggia, affiancata dai rappresentanti del Comune clodiense, ha partecipato a un vertice cruciale a Mestre con i vertici della Regione Veneto per portare all’attenzione delle istituzioni le drammatiche difficoltà che stanno affliggendo la marineria locale.
Al centro del serrato confronto sono finite le forti pressioni economiche provocate dal caro carburanti e dall’impennata dei costi energetici. Si tratta di fattori che stanno mettendo a dura prova la tenuta stessa delle imprese della pesca, soffocate da spese di gestione ormai insostenibili e dal rischio sempre più concreto e imminente che diverse imbarcazioni siano costrette a fermare definitivamente i propri motori. Una prospettiva allarmante che non riguarda soltanto le imbarcazioni in sé, poiché dietro ogni motopeschereccio che rischia il blocco vi sono lavoratori, famiglie e una complessa filiera economica che rappresenta una parte essenziale dell’economia, della storia e dell’identità stessa della città di Chioggia.
L’incontro si è concluso con l’annuncio di un importante risultato operativo: lo stanziamento di dieci milioni di euro provenienti dal FEAMPA, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, le cui risorse sono state ufficialmente sbloccate a livello ministeriale. Il piano di erogazione previste per questi fondi permetterà di intervenire sia nell’immediato che nel medio periodo. Una prima tranche pari al sessanta per cento del totale, equivalente a sei milioni di euro, verrà infatti erogata prima delle festività natalizie per assicurare liquidità immediata alle imprese colpite dalla crisi, mentre la quota restante di quattro milioni di euro arriverà a marzo del 2027. La struttura finanziaria dell’intervento vede una forte sinergia istituzionale, con un contributo coperto per il cinquanta per cento dall’Unione Europea, per il trentacinque per cento dallo Stato italiano e per il restante quindici per cento dalla Regione Veneto, che parteciperà direttamente immettendo nel fondo un milione e mezzo di euro.
Oltre a dare una risposta tempestiva all’emergenza in corso, le parti hanno iniziato a delineare anche le strategie per il futuro del settore. Tra le ipotesi attualmente allo studio figura l’avvio di un percorso strutturato che coinvolga le grandi compagnie petrolifere, con l’obiettivo di individuare accordi e strumenti calmieranti capaci di garantire prezzi del carburante più stabili e sostenibili nel tempo. Si tratta di un’iniziativa ad ampio raggio che punta a tutelare non solo la pesca, ma anche l’agricoltura e gli altri settori produttivi maggiormente esposti alle oscillazioni dei mercati energetici, e che richiederà un impegno congiunto e costante sia da parte della Regione sia del Governo nazionale.
La pesca, del resto, non è semplicemente un’attività economica tra le tante, ma un mestiere che appartiene nel profondo alla cultura, alla storia e all’anima di Chioggia. Offrire un sostegno concreto a questo comparto significa difendere il lavoro, salvaguardare il tessuto sociale e garantire un futuro sicuro a tantissime famiglie del nostro territorio.



