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Chioggia, cresce il turismo all’aria aperta: +1,3% nel 2026
Il turismo all’aria aperta nel litorale clodiense continua la sua corsa e archivia la stagione 2026 all’insegna del segno positivo, confermando la centralità di un settore in costante evoluzione. A certificarlo sono i dati ufficiali presentati in queste ore da Cisa Camping a margine del Forum Open Air 2026, l’importante vertice nazionale promosso da Faita Federcamping che si è tenuto a Roma il 26 e 27 ottobre. L’evento ha rappresentato un momento fondamentale di confronto per gli operatori locali, permettendo di misurare le dinamiche del territorio rispetto all’andamento generale del Paese.
Per il cluster ricettivo di Chioggia e Sottomarina la stagione si chiude con un tasso di occupazione medio totale pari al 58,2 per cento. Il dato segna un incremento costante di 1,3 punti percentuali rispetto al 56,9 per cento registrato nel 2025, spinto in particolar modo dall’eccellente tenuta delle strutture durante il mese di luglio, che ha fatto da vero e proprio motore trainante per l’intera estate.
L’analisi dei flussi turistici per provenienza geografica ribadisce la solida e storica leadership della domanda domestica. Gli ospiti italiani rappresentano infatti il 65,2 per cento delle presenze totali, mettendo a segno una crescita dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente. Tra i mercati esteri spicca la riconferma della Germania, che si attesta come primo bacino internazionale coprendo oltre il venti per cento delle presenze totali, seguita dall’Austria che sfiora il tre per cento e contribuisce a consolidare la storicità della clientela di lingua tedesca sul litorale.
I risultati ottenuti rappresentano una base solida su cui pianificare il futuro, come sottolineato da Raffaella Boscolo di Cisa Camping, la quale spiega come la sfida per i prossimi anni sarà quella di trasformare questi dati e le nuove tendenze di viaggio in strategie concrete. L’obiettivo primario sarà migliorare continuamente i servizi erogati, intercettare nuovi mercati ancora inespressi, lavorare sul prolungamento della stagione e valorizzare le peculiarità ambientali e culturali del territorio clodiense, attraverso un percorso coordinato che necessita di una visione condivisa e di una collaborazione costante tra tutti gli attori della filiera turistica.
Le rilevazioni locali trovano peraltro una sponda di grande rilievo nei numeri presentati a Roma da uno studio firmato da Sociometrica, che ha evidenziato l’enorme impatto economico del comparto a livello nazionale. Campeggi e villaggi turistici generano infatti in Italia ben 17,2 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, una cifra che corrisponde al 13 per cento dell’intero valore aggiunto turistico del Paese, forte di un volume complessivo di 74 milioni di presenze annue. Dati imponenti che confermano la centralità di un segmento chiamato ora a proseguire lungo la strada degli investimenti nella qualità dell’accoglienza, nell’innovazione tecnologica, nella sostenibilità ambientale, nell’accessibilità per tutti e nella formazione professionale delle maestranze.



