TARI 2026: A Chioggia il triste primato di Comune più caro del Veneziano

Scritto da il 1 novembre 2026 alle 20:11
Cassonetto Spazzatura

Chioggia si aggiudica un record di cui avrebbe fatto volentieri a meno. La recente classifica elaborata da Federconsumatori sui dati Veritas, e pubblicata da Il Gazzettino, conferma infatti che la città clodiense è il Comune del Veneziano in cui la tassa sui rifiuti pesa di più sulle tasche di cittadini e imprese.

Per il 2026, la stangata si fa sentire in modo concreto: una famiglia tipo di tre persone in un’abitazione di 100 metri quadrati vedrà la Tari salire fino a 485,20 euro, superando nettamente i 464,55 euro dello scorso anno, con un rincaro netto del 4,45 per cento. A rendere il quadro ancora più amaro è il confronto diretto con il resto della provincia, dal quale emerge un divario impressionante. Rispetto a Venezia e Mestre, dove la cifra si ferma a circa 369 euro, a Chioggia si pagano oltre 116 euro in più. La forbice diventa ancora più ampiamente sproporzionata se il paragone viene fatto con le altre note località balneari della costa, servite dal medesimo gestore: a Cavallino-Treporti si pagano infatti 255,45 euro, a Caorle 218,95 euro e a Jesolo appena 200,63 euro, ossia meno della metà della spesa richiesta ai residenti di Chioggia.

Sulla vicenda è intervenuto con decisione Gianni Boscolo Moretto, presidente di Gebis, l’associazione degli stabilimenti balneari. Secondo Moretto il dato è particolarmente significativo poiché a Chioggia è in vigore un sistema di raccolta misto, laddove solitamente lo stesso gestore attribuisce le tariffe più elevate ai Comuni in cui è attivo il porta a porta integrato. Di conseguenza, la differenza non può essere giustificata dal modello di raccolta adottato e richiede invece una verifica puntuale delle singole voci di costo del Piano economico finanziario.

Il primato cittadino non rappresenta dunque una sorpresa, ma la drammatica conferma di un problema strutturale che continua a gravare sia sulle famiglie sia sul tessuto produttivo locale. Già durante la stagione estiva, in vista dell’approvazione delle tariffe per il 2026, le categorie economiche si erano espresse fermamente contro ulteriori rincari, presentando all’amministrazione comunale un documento con precise proposte d’intervento. Il problema non riguarda infatti soltanto le utenze domestiche, ma coinvolge in pieno le imprese del litorale e gli stabilimenti balneari, costretti a sostenere gli stessi identici costi strutturali in quella che è ormai diventata la città più cara del Veneziano.

Tra le soluzioni avanzate da Gebis per contenere la tariffa figurano interventi mirati, a partire dalla piena trasparenza sui costi del Piano economico finanziario fino alla riattivazione dei conferimenti nella discarica di Ca’ Rossa per abbattere le spese di smaltimento. Viene inoltre sollevata la necessità di redistribuire su scala regionale i costi relativi alla raccolta dei rifiuti spiaggiati, un onere che attualmente pesa in modo sproporzionato sulle sole spalle della comunità locale. A queste misure si affiancano la richiesta di un fondo di solidarietà per attenuare i rincari dettati dal metodo tariffario Arera e il graduale passaggio verso la tariffa puntuale, pensata per premiare chi produce meno scarti.

La richiesta finale rivolta alle istituzioni è chiara e immediata: l’apertura di un tavolo tecnico che veda seduti allo stesso confronto il Comune, Veritas, il Consiglio di bacino Venezia Ambiente e le associazioni di categoria. Chioggia, conclude il presidente di Gebis, non può e non deve continuare a detenere questo triste primato.

Autore: ChioggiaTV

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