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Commissione Pesca del Parlamento europeo a Chioggia. Il sindaco Armelao: «Il pescatore chiede regole giuste»
È iniziata da Chioggia la storica missione della Commissione Pesca del Parlamento europeo nell’Alto Adriatico. La delegazione UE, guidata da Isabelle Le Callennec e promossa dagli eurodeputati Anna Maria Cisint e Carlo Ciccioli, visiterà fino al 23 settembre i principali distretti della marineria — tra cui Sacca degli Scardovari, Goro, Cesenatico e Ancona — per analizzare da vicino le criticità del comparto.
La giornata chioggiotta si è aperta al Mercato Ittico all’ingrosso, cuore economico di una flotta di circa 300 pescherecci che garantisce un migliaio di posti di lavoro, ed è proseguita con un vertice in Municipio e un affollato convegno istituzionale. Tra i partecipanti, il Sottosegretario al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, gli assessori regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Dario Bond e Stefano Zannier, oltre ai vertici della Capitaneria di Porto e alle organizzazioni di categoria.
Al centro del confronto, le emergenze biologiche e climatiche — come l’impatto del granchio blu, le mucillagini e l’aumento delle temperature — affiancate dal caro carburante e dal peso delle restrizioni europee sullo sforzo di pesca.
«Chioggia rappresenta la storia e l’identità della nostra marineria», ha evidenziato il sindaco Mauro Armelao. «Il pescatore non chiede di lavorare senza regole, ma con regole giuste. L’Adriatico non è il Mare del Nord: le norme UE devono basarsi sulle specificità dei singoli contesti e non essere calate dall’alto. Serve difendere il settore e incentivare il ricambio generazionale».
Sulla stessa linea l’eurodeputata Cisint: «È la prima volta che una delegazione della Commissione PECH visita questo bacino. Siamo qui per ascoltare il territorio e verificare l’adeguatezza degli strumenti finanziari, come il fondo FEAMPA, per tracciare una nuova rotta per la pesca italiana».



