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«Ca’ Roman non è in vendita»: la mobilitazione di Chioggia contro le 77 villette a Pellestrina
La protesta contro il controverso progetto di costruzione di 77 villette turistiche a Ca’ Roman scavalca i confini comunali e approda con forza a Chioggia. L’area naturale protetta si trova infatti all’estremità sud dell’isola di Pellestrina e, sebbene ricada sotto la giurisdizione del Comune di Venezia, dista solo poche centinaia di metri dal centro storico clodiense. A guidare la mobilitazione è un gruppo di cittadini guidati da Fabrizio Dughiero, professore all’Università di Padova e direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale, affiancato da un gruppo di storici amici e compagni di classe del Liceo Veronese.
Insieme hanno indirizzato una lettera aperta al sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, per chiedere un intervento deciso dell’amministrazione. Nonostante le decisioni spettino formale a Venezia, i firmatari ricordano come l’ecosistema lagunare non conosca confini amministrativi e sottolineano un dettaglio fondamentale: la società promotrice dell’opera ha sede proprio a Sottomarina. Per questo motivo si chiede al Comune di pretendere la massima trasparenza, rendendo pubblici tutti gli studi ambientali finora rimasti nell’ombra, e di sollecitare la Regione Veneto a ricalcolare l’impatto ecologico di oltre trecento turisti che ogni giorno attraverserebbero le dune.

Tra le richieste avanzate al primo cittadino figurano anche la verifica delle garanzie finanziarie della società costruttrice, l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale tra Venezia e Chioggia e la convocazione straordinaria di un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza. L’obiettivo della lettera è dimostrare che realizzare settantasette seconde case rappresenta la forma più povera di turismo, capace solo di generare profitti una tantum per pochi soci e di lasciare persiane sbarrate per dieci mesi all’anno, senza creare occupazione stabile o valore per la comunità locale.

In alternativa alla cementificazione, il gruppo di cittadini ha delineato un modello di sviluppo sostenibile a impatto zero. Le proposte partono dal recupero della storica destinazione d’uso dell’area tramite la creazione di un ostello per campi scout e gite scolastiche, affiancato da una base di ricerca per le università venete dedicate allo studio dell’ambiente marino. La visione comprende inoltre il potenziamento del Villaggio Marino per persone con disabilità, l’istituzione di un centro visite con ingressi a numero chiuso gestito dai giovani del posto e la valorizzazione dei posti letto già esistenti tra Chioggia, Sottomarina e Pellestrina, evitando così di versare ulteriore cemento su un’oasi di inestimabile valore naturale.




