Pesca in crisi, l’allarme da Chioggia. Paolo Tiozzo: «Alcune produzioni storiche rischiano di scomparire per il caldo»

Scritto da il 20 luglio 2026 alle 21:07
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Il surriscaldamento del Mar Mediterraneo, la sofferenza cronica di lagune e stagni, la crisi profonda dell’acquacoltura e il blocco forzato della raccolta delle vongole di mare nei banchi naturali dell’Alto Adriatico. Sono questi i temi caldi al centro del dibattito promosso da Confcooperative Agroalimentare e Pesca, che si è tenuto nella cornice dell’ottantasettesima edizione della Sagra del Pesce di Chioggia. Un momento di confronto cruciale per un settore strategico ma fortemente vulnerabile, segnato in particolare dallo stop alle vongole che si protrae dall’autunno del 2024, a seguito del crollo verticale della produzione causato anche dalle massicce fioriture di mucillagini.

All’appuntamento hanno preso parte i vertici istituzionali del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, tra cui il sottosegretario Patrizio La Pietra e il direttore generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, Graziella Romito. Entrambi si sono confrontati direttamente con le cooperative e gli operatori della filiera ittica locale. L’iniziativa è stata anche l’occasione per toccare con mano le realtà produttive dell’Alto Adriatico, compiendo un viaggio a trecentosessanta gradi che va dalla pesca all’acquacoltura, passando per la trasformazione, la commercializzazione e l’ittiturismo. Parliamo di un territorio che, più di altri, sta pagando il prezzo più alto della crisi climatica a causa di una vera e propria tempesta perfetta, caratterizzata dalla proliferazione distruttiva del granchio blu, dall’innalzamento delle temperature marine e da fioriture algali anomale che hanno messo in ginocchio lo storico distretto di mitili e vongole.

La presenza del sottosegretario La Pietra e del direttore generale Romito, come sottolineato dai vertici dell’associazione, testimonia l’attenzione che il Ministero continua a riservare a un comparto fondamentale per l’economia del Paese. Secondo Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, non ci si trova più di fronte a un’emergenza contingente, bensì agli effetti permanenti del cambiamento climatico che stanno ridisegnando gli ecosistemi marini e mettendo a rischio l’esistenza stessa di intere filiere produttive.

In questo scenario drammatico, Chioggia diventa purtroppo il luogo simbolo di una trasformazione epocale. In questo distretto si toccano con mano le conseguenze di un mare che si riscalda, con lagune sempre più vulnerabili e produzioni storiche che rischiano la definitiva scomparsa. Per salvare il futuro del comparto, secondo l’associazione, non bastano più interventi temporanei, ma servono risposte strutturali che passino attraverso strumenti di adattamento climatico, investimenti nella ricerca, innovazione e misure mirate che consentano alle imprese di continuare a produrre. Da parte di Confcooperative c’è comunque apprezzamento per il percorso avviato dal Ministero, con la convinzione che solo attraverso un confronto costante con il territorio si possano costruire soluzioni capaci di garantire il futuro della pesca e dell’acquacoltura italiane.

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Autore: ChioggiaTV

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