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Musica senza confini a Chioggia: pianisti ucraino e russa insieme sul palco
Si è conclusa ieri sera, presso l’Auditorium cittadino, la prima parte dell’edizione 2026 di “Suoni d’Acqua – Musica in Laguna d’Arte”. La manifestazione, promossa dall’associazione Musica Chioggia, ha vissuto il suo momento culminante con la finale internazionale della categoria Seniores del concorso per pianoforte e orchestra. I giovani finalisti sono stati accompagnati dall’Orchestra Joseffo Zarlino, diretta dal maestro Pietro Perini, all’interno di un contesto d’alto livello supportato da docenti di rilievo internazionale.
Il programma della serata ha guidato il pubblico attraverso le opere di Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Robert Schumann e Frédéric Chopin. Autori distanti per epoche e retroterra culturali, ma uniti da una scrittura musicale capace di superare le contingenze storiche per dialogare stabilmente con la sensibilità contemporanea.
A dare corpo alle partiture sono stati interpreti di rigorosa preparazione tecnica e sensibilità espressiva. Accanto agli italiani Giulia Agugiari, Svetlina Boyadzhieva, Nicolò Rossi e Angelica Roblin, hanno condiviso la scena il musicista ucraino Yurii Kartvzov e la pianista russa Nina Storozhenko. La compresenza dei due artisti sullo stesso palco ha rappresentato il dato centrale della serata, offrendo una testimonianza concreta di come la pratica artistica e il linguaggio musicale possano operare al di là delle barriere geopolitiche e delle appartenenze nazionali.

Nei prossimi giorni prenderà il via la seconda parte del festival. Il fitto calendario di appuntamenti intende consolidare il posizionamento di Chioggia all’interno dei circuiti musicali di qualità, affiancando la proposta concertistica alle note risorse della tradizione gastronomica e al patrimonio storico-artistico locale, che spazia dai complessi museali alla Pinacoteca, fino alla Torre dell’Orologio e alle chiese secolari.
Per una sera, nell’abbraccio della sua laguna, Chioggia non è stata soltanto una città che ospita la musica: è diventata essa stessa musica, incontro e dialogo tra culture diverse, ricordando a tutti che l’arte continua ad essere uno dei pochi luoghi al mondo dove le differenze non dividono, ma diventano armonia.




