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Sanità, eccellenza a Chioggia: l’ipertrofia prostatica ora si cura con il vapore acqueo
Una nuova tecnologia medica è sbarcata all’Ospedale di Chioggia, portando una vera rivoluzione per la salute maschile del territorio. Il reparto di Urologia ha infatti introdotto il sistema “Rezum”, un trattamento d’avanguardia per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna. Questa patologia, molto comune con l’avanzare dell’età, causa disturbi urinari che colpiscono pesantemente il benessere quotidiano. La novità sta tutta nella forza del vapore acqueo: attraverso uno strumento sottilissimo introdotto per via uretrale, il vapore viene iniettato a circa 103°C direttamente nel tessuto ostruito. L’energia termica distrugge le cellule in eccesso che, nelle settimane successive, vengono riassorbite dall’organismo, riducendo il volume della prostata e liberando il flusso urinario.
I vantaggi per i pazienti sono straordinari, come dimostrano i primi cinque casi già trattati con successo in regime di day hospital e dimessi in giornata. Trattandosi di una procedura mini-invasiva, non richiede incisioni chirurgiche e si esegue in anestesia locale o sedazione leggera, garantendo un ritorno rapidissimo alla vita normale. Un aspetto fondamentale, che rassicura molti pazienti, è la totale preservazione delle funzioni erettili e l’altissima probabilità di mantenere l’eiaculazione. Come spiega il Primario di Urologia, il dottor Wanni Battanello, questa tecnica non è per tutti ma va valutata dallo specialista; è l’ideale per chi non trae benefici dai farmaci, per chi vuole evitare la chirurgia tradizionale o per pazienti fragili che non possono affrontare un’anestesia generale.
Il successo di questa introduzione nasce dal lavoro di squadra tra il Dipartimento Chirurgico del dottor Salvatore Ramuscello, l’Urologia di Battanello e la collaborazione del dottor Giuseppe Alario. Orgogliosa anche la dottoressa Chiara Bovo, Direttore sanitario dell’Ulss 3 Serenissima, che ha sottolineato come l’Ospedale di Chioggia si allinei oggi ai più avanzati centri internazionali.





Graziia Dona
13 giugno 2026 at 09:49
Una buona notizia per una patologia che crea molto disagio personale, e che possa dare un miglioramento alle persone che ne soffrono , è senz’altro validissimo. Grazie a