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Le calli non sono soltanto parcheggi, 40 residenti pranzano in strada
Più che un semplice evento, è stato un vero e proprio recupero della dimensione essenziale del vivere in comunità. Per una domenica Calle Gambari ha smesso i panni parcheggio automobilistico per tornare a essere ciò che era un tempo: un luogo di relazione, vissuto e non solo attraversato.
Domenica 31 maggio, circa quaranta residenti hanno dato vita a un’iniziativa spontanea di vicinato che ha trasformato lo spazio pubblico in un luogo di convivialità. Grazie alla collaborazione di tutti gli abitanti, le auto sono state temporaneamente spostate, liberando la calle per fare spazio a tavoli e sedie. La giornata è iniziata la mattina ed è proseguita fino a tardo pomeriggio.
Si è trattato di un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico in un momento storico delicato per il centro clodiense. Negli ultimi anni, infatti, il cuore della città ha visto molte abitazioni trasformarsi in strutture ricettive, a fronte di una presenza di residenti stabili sempre più esigua. Il motore dell’iniziativa sono state sei famiglie promotrici – ribattezzate con simpatia “Quelli della Calle Gambari” – che hanno voluto rimettere al centro la dimensione quotidiana e solidale del vicinato.

La concomitanza con l’ultimo giorno del mese mariano ha aggiunto un ulteriore elemento di partecipazione comunitaria. Anche il parroco delle comunità di San Giacomo e Sant’Andrea ha voluto fare visita ai residenti, complimentandosi per la cura del capitello della Madonna, custodito quotidianamente da due abitanti della calle.
Tra i tavoli c’è chi ha festeggiato il proprio anniversario di matrimonio circondato da figli e nipoti, e chi ha colto l’occasione del pranzo condiviso per riscoprire i ricordi e le relazioni della Chioggia di un tempo.
Il messaggio che resta alla fine della giornata è chiaro: una calle non è fatta soltanto di muri, asfalto e passaggi automobilistici; è fatta, soprattutto, dalle persone che la abitano.





Renato
2 giugno 2026 at 18:04
Bellissima iniziativa. Chioggia non deve diventare come Venezia vogliamo restare Chioggiotti ABITANTI