Il grande “grazie” della città ai volontari che scoprirono l’orologio più antico del mondo

Scritto da il 15 giugno 2026 alle 21:06
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La millenaria Torre di Sant’Andrea ha riaperto finalmente le sue porte al pubblico, ma lo ha fatto inaugurando una veste del tutto inedita. Il campanile che custodisce al suo interno l’orologio da torre funzionante più antico del mondo si appresta a vivere una nuova stagione gestionale che cambierà radicalmente le modalità di visita, inserendosi in un circuito museale integrato.

Dietro la novità logistica, tuttavia, si cela il momento dei bilanci e, soprattutto, della gratitudine. Il nuovo corso segna infatti il passaggio di testimone dal gruppo di storici volontari – che per decenni hanno custodito, valorizzato e letteralmente salvato questo tesoro – alla nuova gestione istituzionale.

Come visitarla 

La Torre sarà ora visitabile tutti i fine settimana, dal giovedì alla domenica. Durante i mesi estivi, per permettere a cittadini e turisti di godere del panorama suggestivo della città dal punto più alto della struttura, l’orario delle visite sarà prolungato fino alle ore 23:00.

La svolta principale riguarda l’inserimento del monumento nel circuito dei musei diocesani.

Saranno previste due modalità di ingresso:

-Biglietto Unico (7 euro): Un solo ticket che permetterà di visitare l’intero polo museale, comprendente il Museo Diocesano, la Pinacoteca della Santissima Trinità e il Museo dell’Orologio.

-Biglietto Singolo (5 euro): Riservato a chi desidera visitare esclusivamente la Torre di Sant’Andrea.


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Un passaggio di testimone: grazie ai volontari 

La riapertura porta con sé un cambiamento profondo: l’accoglienza e le visite guidate non saranno più affidate all’Associazione “Mons. C. Zennaro” e al gruppo di volontari che per anni hanno prestato il loro servizio gratuitamente. È a loro che l’intera comunità di Chioggia deve un immenso ringraziamento: senza la loro intuizione, la loro fatica e il loro amore per il territorio, oggi questo gioiello della meccanica medievale sarebbe probabilmente andato perduto.

Ma come si è arrivati a consacrare la Torre di Sant’Andrea come un’attrazione di livello mondiale? Ecco la cronaca di una rinascita straordinaria.

La Storia: dalle carte d’archivio al primato mondiale

Il percorso che ha portato l’Orologio di Chioggia sul tetto del mondo è una trama appassionante, fatta di intuizioni storiche e scoperte d’archivio. Tutto ha inizio tra gli anni ’70 e ’80, grazie al lavoro di riordino dell’Archivio Storico cittadino effettuato dalla “triade” composta da Don Dino De Antoni, dal prof. Giorgio Boscolo e dal prof. PierGiorgio Lombardo. Fu quest’ultimo a scovare il documento d’oro: la prova scritta che il meccanismo era già stato rimesso in funzione nel 1385.

Costruito probabilmente dalla celebre famiglia Dondi per il Palazzo Pretorio e trasferito sulla Torre nel 1839, l’orologio ha ottenuto il primato mondiale grazie alle successive ricerche del maestro Aldo Bullo. Fu lui a inviare i documenti scientifici al prof. Ettore Pennestrì (Università La Sapienza di Roma) e alla dott.ssa Marisa Addomine (allora Presidente del Registro Italiano Orologi da Torre). Gli esperti certificarono ufficialmente che il congegno di Chioggia era antecedente a quello inglese di Salisbury, fino ad allora ritenuto il più antico al mondo con scappamento meccanico ancora funzionante.

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Il salvataggio dal cassonetto e il restauro del 2005

Se la storia era scritta nei documenti, il manufatto in ferro rischiò materialmente di essere distrutto. Nell’ottobre del 1987, durante i lavori interni alla torre, l’artigiano Gianni Lanza notò quel groviglio di ferro tra i detriti. Non riconosciuto nel suo immenso valore, l’orologio stava per essere inviato alla rottamazione.

Lanza non solo lo salvò, ma costruì a proprie spese il robusto supporto in ferro che lo sostiene tuttora. Al suo fianco si schierò lo storico parroco, Mons. Cinzio Zennaro, che difese strenuamente il congegno dalle modernizzazioni affrettate. Questa catena di custodi portò, nel 2005, a un restauro filologico perfetto che ripristinò lo scappamento a scure e il bilanciere a foliot, facendo tornare l’orologio a battere il tempo esattamente come nel Medioevo.

I Protagonisti di un’impresa di squadra

Il successo internazionale e la nascita del Museo Verticale (inaugurato il 16 settembre 2006) portano la firma di un gruppo affiatato di cittadini sotto l’egida dell’Associazione “Mons. C. Zennaro”:

Prof. Luciano Bellemo: Storico e anima scientifica, ideatore del percorso espositivo.

Gianni Lanza e Renzo Marchesan: I due esperti artigiani che hanno curato la parte tecnica, compiendo il miracolo di rimettere in moto gli ingranaggi.

Prof. Cesare Mantovan: L’occhio artistico che ha curato l’immagine visiva e la documentazione fotografica.

Gli “Amici della Torre”: Un gruppo instancabile di volontari, tra cui figure storiche come Angelo Carbonin, Claudio Perini e il fornaio Garbin, simboli di un’intera comunità che si è rimboccata le maniche.

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Più di un museo: un polo culturale internazionale

In questi vent’anni, la Torre di Sant’Andrea non è stata una mostra statica, ma un’officina viva. I volontari sono riusciti a creare un interscambio scientifico permanente con università italiane e straniere (come Ca’ Foscari, l’Università di Udine e la prestigiosa Università di Monaco di Baviera).

Al contempo, la torre è stata un laboratorio sociale per il territorio, accogliendo scuole di ogni ordine e grado, parrocchie e oratori. Un lavoro immenso che ha acceso i riflettori dei media globali su Chioggia: dalla RAI fino alle pagine del Sole 24 Ore, arrivando persino a conquistare una memorabile citazione sul New York Times.

Oggi si apre un nuovo capitolo gestionale per la Torre e il suo orologio millenario. Ma l’eredità culturale, l’orgoglio e il ringraziamento per il gruppo storico di volontari resteranno per sempre impressi nella pietra di Sant’Andrea e nel cuore di Chioggia.

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VITTORIO SGARBI IN VISITA ALLA TORRE

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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