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Sicurezza Stradale: Incidenti da “Dooring”, i consigli di Infortunistica Scudo
Nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata alla sicurezza e alla tutela del cittadino, realizzata in collaborazione con Infortunistica Scudo di Germana Mozzato, con sede a Sottomarina. Oggi affrontiamo un tema purtroppo molto frequente nelle nostre strade urbane: l’incidente causato dall’apertura improvvisa della portiera, un fenomeno noto a livello internazionale come “Dooring”.
Cosa dice il Codice della Strada?
L’apertura della portiera non è un gesto banale, ma una manovra che richiede massima attenzione. Il punto di riferimento normativo è l’Articolo 157 del Codice della Strada, il quale stabilisce regole ferree:
• Divieto di intralcio: È fatto divieto a conducenti e passeggeri di aprire la portiera se ciò costituisce un pericolo o un intralcio per gli altri utenti della strada.
• Obbligo di controllo: Prima di spalancare lo sportello, è obbligatorio assicurarsi che non sopraggiungano veicoli, motocicli o, come spesso accade, biciclette.

Di chi è la colpa in caso di incidente?
In linea generale, la giurisprudenza tende ad attribuire la responsabilità primaria a chi apre la portiera. Questo perché l’automobilista (o il passeggero) ha creato un ostacolo improvviso e imprevedibile sulla carreggiata senza verificare la sicurezza della manovra.
Le conseguenze per chi agisce con leggerezza possono essere pesanti:
1. Sanzione Amministrativa: Una multa pecuniaria per la violazione del Codice.
2. Responsabilità Civile: L’obbligo di risarcire tutti i danni subiti dal ciclista (danni alla bicicletta, spese mediche, giorni di lavoro persi).
3. Responsabilità Penale: Nei casi più gravi, se il ciclista riporta lesioni, si può incorrere in un procedimento per lesioni stradali.
Attenzione al concorso di colpa
Tuttavia, come ci spiega Infortunistica Scudo, ogni caso va analizzato nel dettaglio. La responsabilità dell’automobilista può essere ridotta o condivisa se si accerta un comportamento scorretto del ciclista. Ad esempio:
• Se il ciclista procedeva a velocità eccessiva o troppo vicino alle auto in sosta.
• Se circolava contromano.
• Se non utilizzava la pista ciclabile dove presente.
• Se, in condizioni di scarsa visibilità, non era dotato di luci o giubbotto catarifrangente.

Il consiglio dell’esperto: la tecnica “Dutch Reach”
Per evitare tragedie, Germana Mozzato e il team di Infortunistica Scudo suggeriscono di adottare un’abitudine semplice, nata nei Paesi Bassi: il “Dutch Reach”.
Invece di usare la mano vicina alla portiera, abituatevi ad aprirla con la mano opposta (la destra se siete al posto di guida). Questo movimento costringe il busto a ruotare naturalmente, portando i vostri occhi a guardare verso lo specchietto retrovisore e l’angolo cieco dietro di voi. Un piccolo gesto che può salvare una vita.





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25 aprile 2026 at 13:47
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