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UIL Veneto, 500 euro per il rimpatrio dei lavoratori morti a Ca’ Lino. Zaia difende la scelta dagli insulti social
La UIL Veneto è finita nel mirino degli “haters” per aver donato 500 euro destinati alle spese di rimpatrio delle salme dei tre braccianti agricoli deceduti nel tragico incidente stradale a Ca’ Lino di Chioggia. A schierarsi apertamente a difesa del sindacato e della dignità dei lavoratori è il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, che con parole durissime ha condannato i commenti d’odio apparsi sui social network nelle ultime ore.
Il Presidente non ha usato mezzi termini per descrivere chi ha insultato il segretario regionale Roberto Toigo e l’intera organizzazione sindacale, definendo gli autori dei post come una minoranza rumorosa e avvelenata dall’odio, incapace di fermarsi persino davanti alla morte.
Zaia ha espresso piena solidarietà alla UIL, sottolineando che il gesto compiuto è un atto di umanità semplice e doveroso, aggiungendo che davanti a tale sensibilità non si dovrebbe mai sputare veleno.
Secondo il Presidente del Consiglio regionale, la vicenda trascende la politica e l’ideologia. In questo contesto non si parla di propaganda o di dibattiti sull’immigrazione, ma di tre uomini giunti nel Veneziano per svolgere professioni faticose e spesso invisibili nei campi agricoli, persone che hanno perso la vita mentre contribuivano all’economia del territorio. Zaia ha ricordato che dietro quelle salme ci sono famiglie e bambini, invitando chi ha scritto commenti offensivi a vergognarsi profondamente della propria mancanza di empatia.
Per rispondere ai cosiddetti “cuori di pietra”, il Presidente ha richiamato la memoria storica del popolo veneto, ricordando come la regione sia stata per decenni una terra di emigrazione. Ha citato i nonni e i padri partiti per la Svizzera, la Germania, il Belgio o le Americhe, persone che hanno lasciato case povere e campagne difficili affrontando spesso diffidenza e disprezzo, ma portando sempre con sé dignità e spirito di sacrificio. Prima di insultare tre lavoratori morti, ha incalzato Zaia, bisognerebbe riflettere proprio su quel passato che accomuna tante famiglie venete.



