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“Le città di pianura”, nel film che ha sbancato ai David 2026 ci sono anche scene girate a Chioggia
All’edizione 2026 dei David di Donatello, il film “Le città di pianura” ha letteralmente sbancato, portando a casa ben 8 statuette. La pellicola di Francesco Sossai non ha solo convinto la critica, vincendo premi pesanti come Miglior Film, Regia e Attore Protagonista, ma ha acceso i riflettori su una geografia regionale autentica, includendo tra le sue location più suggestive anche Chioggia.
Il film è un’opera che rifiuta i set fittizi. Sossai ha scelto di mappare il Veneto reale, muovendosi tra Belluno, Treviso e Padova, per poi scendere verso la laguna. Chioggia non appare come una “cartolina turistica”, ma viene catturata nella sua essenza più verace: la dimensione dell’acqua si fonde con il quotidiano dei bar lungo i canali, il lavoro dei pescatori e il labirinto delle calli.
La trama: tre vite “on the road”
Il cuore della storia è l’incontro tra generazioni diverse. Filippo Scotti interpreta Giulio, un timido studente di architettura che si ritrova coinvolto in un viaggio notturno con due figure borderline: Carlobianchi e Doriano. Questi ultimi, interpretati da Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla, sono due ex operai cinquantenni che vivono tra i fantasmi di una gioventù passata e troppi bicchieri consumati nei bar di provincia.
Il loro viaggio attraversa il Nordest partendo dalla pedemontana bellunese e toccando luoghi iconici fino a concludersi nella laguna di Venezia con un passaggio anche a Chioggia.
Un trionfo da record
Con 8 David di Donatello, “Le città di pianura” è ufficialmente il film più premiato dell’anno.



