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Addio a Gianfranco Bullo: scompare l’attore e regista che portò Chioggia nel cinema
Si è spento nella notte di venerdì Gianfranco Bullo, figura poliedrica del panorama culturale italiano che ha saputo distinguersi come attore, regista, sceneggiatore e scrittore. Nato a Chioggia il 1º marzo 1944, Bullo ha rappresentato un legame profondo tra la sua terra d’origine e l’industria cinematografica e teatrale nazionale, specialmente tra gli anni ’70 e ’90.
Prima di intraprendere la carriera artistica, era stato calciatore. Il soprannome di “El Ciosa” era un’eredità dei suoi anni giovanili passati a difendere i pali come portiere di calcio. Quel legame con le radici non si è mai spezzato, portandolo negli anni a valorizzare i luoghi della sua città all’interno delle proprie opere.
Bullo ha attraversato diverse stagioni del cinema italiano, lavorando con registi di rilievo e misurandosi con generi differenti.

Tra le sue interpretazioni più significative si ricordano quella in Antonio Gramsci: i giorni del carcere (1977) di Lino Del Fra e la partecipazione al film Barcamenandoci (1983) per la regia di Antonio Bido. Nello stesso anno, prese parte al celebre La chiave di Tinto Brass.
Dietro la macchina da presa ha firmato opere come la commedia Tutta colpa della SIP (1988), di cui fu anche protagonista nel ruolo di Luca, e Una notte che piove (1994).
Oltre al cinema, Gianfranco Bullo ha dedicato gran parte della sua vita al teatro e alla scrittura. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dalla nipote Marinella Barion, che ne hanno ricordato con affetto il percorso umano e professionale.





