- Operazione “Legalità in spiaggia”, Polizia Locale: quasi 4.000 articoli sequestrati in un mese
- Chioggia sbarca su Rai 1: Beppe Convertini racconta il fascino della laguna ad “Azzurro – Storie di mare”
- Chioggia, Forte San Felice: terminati i restauri del Blockhaus austriaco e del Portale del Tirali
- Chioggia, la proposta del giornalista Gianluca Salvagno: “Dedichiamo un angolo della città a Pierluca Donin”
- Musica senza confini a Chioggia: pianisti ucraino e russa insieme sul palco
- Carlo Boscolo perde la vita sulla Romea, il ricordo delle persone che lo hanno conosciuto
- Dramma all’alba sulla statale 309: ventenne perde la vita dopo un’uscita di strada
- Incastrato con l’auto tra le calli: la disavventura notturna di un turista
- Al via la Sagra del Pesce di Chioggia: la guida completa per mangiare, parcheggiare e vivere gli spettacoli
- Atene: Vincenzino Boscolo protagonista agli Europei di Basket Master
Treno Chioggia–Adria–Rovigo delle 6.30 soppresso, Montanariello (PD): “Disagi inaccettabili per pendolari e studenti”
La soppressione del treno regionale delle 6.30 da Chioggia verso Adria e Rovigo, uno dei più utilizzati della linea, sta creando pesanti disagi a studenti, lavoratori e pendolari. A sollevare il problema è il consigliere regionale del Partito Democratico Jonatan Montanariello, già vicepresidente della Commissione Trasporti e Infrastrutture.
Secondo quanto denunciato, la cancellazione della corsa obbliga gli utenti a scegliere tra due alternative giudicate del tutto inadeguate: l’autobus sostitutivo delle 5.54 o il treno successivo delle 7.29. «Nel primo caso – spiega Montanariello – si costringono ragazzi e famiglie a spostamenti all’alba e al buio, spesso in condizioni meteo difficili; nel secondo si arriva inevitabilmente in ritardo a scuola e nei luoghi di lavoro».
A peggiorare la situazione, sottolinea il consigliere regionale, è stata la tempistica della comunicazione, arrivata solo dopo il pagamento degli abbonamenti. Una scelta che ha costretto molte famiglie e pendolari a sostenere costi aggiuntivi per ricorrere a mezzi di trasporto alternativi.
Pur riconoscendo l’importanza dei lavori infrastrutturali in corso, Montanariello ribadisce che non è accettabile sacrificare un servizio essenziale in una fascia oraria ad alta frequentazione. «Sarebbe stato sufficiente – afferma – prevedere bus sostitutivi nella stessa fascia del treno soppresso, con una corsa diretta per Rovigo e una con fermate intermedie».
Il consigliere evidenzia inoltre come le rassicurazioni fornite in sede regionale su un miglioramento della gestione del servizio e del dialogo con i territori, grazie al confronto con RFI, non trovino riscontro nella situazione attuale. «Alla luce di quanto sta accadendo – osserva – questa promessa appare oggi disattesa».
La presa di posizione si conclude con un’azione concreta: Montanariello ha scritto al responsabile di RFI chiedendo un intervento immediato per rivedere la programmazione delle corse. «Il territorio – conclude – non può continuare a pagare il prezzo di scelte organizzative non coerenti con le reali esigenze di chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico».



