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Chioggia piange il maestro Guido Sfriso, educatore, diacono e riferimento per generazioni
Chioggia piange oggi Guido Sfriso, per tutti semplicemente “il maestro Guido”: insegnante, diacono permanente, uomo di fede e di straordinaria umanità.
Per decenni è stato maestro elementare nella scuola “Giuseppe Marchetti”, nel quartiere Tombola, accompagnando in aula bambini che oggi sono diventati nonni. Generazioni di alunni ricordano le sue lezioni, il rigore unito alla dolcezza, l’attenzione ai più fragili. A scuola non insegnava solo a leggere e a scrivere, ma il valore del rispetto, dell’onestà e dell’amore per la propria città.
Accanto alla vocazione educativa, Guido Sfriso ha svolto anche il servizio di diacono permanente nella comunità di San Giovanni Battista. Nel ministero liturgico, nell’ascolto silenzioso e attento delle persone, nelle tante iniziative parrocchiali, ha testimoniato una fede quotidiana e concreta, fatta di disponibilità, vicinanza e cura verso gli altri.
Meno noto al grande pubblico, ma prezioso per la memoria collettiva, è stato anche il suo contributo come disegnatore e illustratore. Con il suo talento artistico ha dato vita a pubblicazioni legate alla tradizione cittadina e mariana, offrendo idee, immagini e sensibilità al servizio della comunità clodiense.
Oggi la città si stringe attorno alla famiglia, agli ex alunni, ai fedeli e a tutti coloro che nel corso degli anni hanno incrociato il suo cammino.

Un’immagine del maestro Sfriso nel 2022 insieme agli ex allievi
Un ricordo speciale torna alla mente di tanti: nel dicembre 2022 alcuni ex allievi della scuola “Marchetti” avevano organizzato per lui un pranzo di festa. Una giornata di emozioni, per celebrare il maestro che aveva appena compiuto novant’anni e che aveva lasciato un segno indelebile nelle loro vite.
Al termine di quel pranzo, il maestro Sfriso aveva scritto un messaggio che oggi, nella sua semplicità, risuona come un testamento umano e spirituale:
“Carissima classe 1961, ho vissuto oggi una giornata che non potrò dimenticare mai. Incontrare tanti volti che ho lasciato bambini e che ho trovato in età di pensione mi ha profondamente commosso e mi ha fatto capire quanta bontà c’è nei vostri cuori e quanto amore avete saputo conservare per il vostro, ormai vecchio, maestro. […] Per me siete stati veramente un dono del Signore ed oggi vi vedo come una promessa carica di speranza. Vi abbraccio tutti e vi ringrazio”.
Tra i tanti commenti di quel giorno, uno resta emblematico:
“Credo proprio che questo sia un magico Natale. Uno di quelli che ti rimangono nel cuore. Grazie caro Maestro per essere stato esempio di vita, di educazione e di amore per gli altri”.
Quel pranzo si concluse con la consegna di una pergamena, un gesto affettuoso che oggi assume il valore di un ultimo abbraccio collettivo.





