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Oltre 90 giovani alla GMG diocesana a Chioggia
Una giornata dedicata all’incontro, alla preghiera e alla figura di San Francesco ha animato l’Oratorio salesiano di Chioggia, dove ieri – sabato 22 novembre – si è svolta la Giornata Mondiale della Gioventù Diocesana, dal titolo: “Anche voi date testimonianza, perché siete con me” (Gv 15,27).
L’evento, promosso dalla Pastorale Giovanile diocesana, ha visto la partecipazione di circa novanta giovani, ragazze e ragazzi provenienti da vari gruppi della città e del territorio diocesano. Non solo un nuovo momento di ritrovo, ma anche una tappa significativa per molti di loro, che nell’ultimo anno hanno vissuto percorsi importanti come la formazione animatori, il Giubileo degli adolescenti e quello dei giovani.
Il pomeriggio è iniziato con giochi e attività per rompere il ghiaccio e creare clima di familiarità, per poi entrare in un tempo più raccolto di preghiera e meditazione, guidato dal vescovo Mons. Giampaolo Dianin, che ha partecipato all’incontro. Al centro della riflessione, la scelta chiara e coraggiosa di affidare la propria vita all’amore del Signore. I ragazzi sono stati aiutati a rileggere alcune parole pronunciate lo scorso agosto a Tor Vergata dal Papa: cercare Gesù significa anche saper dire dei “no” alle proposte del mondo che non conducono alla vera gioia.

Il cuore del messaggio è stato l’invito a scoprire l’amicizia con Gesù come risposta gratuita a un amore che per primo si dona, spostando lo sguardo da una fede vissuta per abitudine o dovere a una relazione viva e personale.
In serata, con l’arrivo di altri giovani, l’Oratorio si è riempito per il musical su San Francesco d’Assisi, realizzato dal gruppo dell’Oratorio salesiano di Chioggia sotto la direzione dell’ingegnere Andrea Penzo. Attraverso musica, recitazione e immagini, è stata raccontata la storia del santo di Assisi come cammino di cambiamento, libertà interiore e totale fiducia in Dio.
Mons. Dianin ha ricordato come il Poverello di Assisi sia un esempio concreto di ciò che lo Spirito Santo può compiere in una vita: partito da una spiritualità segnata dalla mentalità del “servo” tipica del suo tempo, Francesco ha trovato la vera gioia solo vivendo come amico di Gesù, in un rapporto di vicinanza e confidenza.
In conclusione, il Vescovo ha rivolto ai giovani un forte richiamo alla responsabilità personale: chi ha incontrato il Signore è chiamato a diventare un testimone autentico e coerente, capace di raccontare con la propria vita la presenza di quell’Amico fedele che ogni cuore desidera.




