- Canoni demaniali 2008-2010: svolta in Cassazione per i balneari, via libera al rimborso del 70%
- Sottomarina, malore in spiaggia: 48enne salvato dal pronto intervento di tre giovani bagnini
- Barbara Penzo porta il degrado della passeggiata del Lusenzo in Consiglio Comunale
- Ritmo Anni ’70: A Chioggia la presentazione del gruppo Funky con i “Seventies”
- Lutto nel commercio chioggiotto: si è spento Renzo Sanavia, titolare della pulitura a secco Scarpa
- Il Piccolo Teatro omaggia Cibotto: un reading a Chioggia nato dall’amicizia con Franca Ardizzon
- Aggressioni al personale sanitario: il piano dell’Ulss 3 Serenissima tra tecnologia e prevenzione
- Volley, il sogno del tris sfuma al tie-break: la Turchia è campione d’Europa
- Volley, tutta Chioggia tifa l’Italia in finale all’europeo e l’amata Eleonora Fersino
- Chioggia, l’ultima serata Candlenight: musica tra il corso e Riva Vena
Divieto di balneazione, ordinanza a Isola Verde revocata dopo 24 ore. Il sindaco: Chioggia paga per problemi che nascono altrove
È durata appena 24 ore l’ordinanza sindacale che vietava temporaneamente la balneazione in un tratto di Isola Verde, dopo che i campionamenti ARPAV avevano segnalato un superamento dei limiti batteriologici. Giovedì sera, infatti, il divieto è stato revocato grazie al rientro dei valori entro la norma.
Un provvedimento breve, ma sufficiente a generare un grave danno d’immagine per Chioggia, come sottolinea il sindaco Mauro Armelao. «Per il secondo anno consecutivo – spiega – mi sono trovato costretto a firmare un divieto di balneazione nello stesso punto di prelievo, alla foce dell’Adige. In tutta la restante costa, invece, i valori risultano regolari. È evidente che il problema nasce a monte, lungo il fiume, e non a Chioggia».
L’AREA INTERESSATA DAL DIVIETO DI BALNEAZIONE

Il primo cittadino rivendica l’efficienza del sistema locale: «Abbiamo un depuratore funzionante, una rete fognaria efficiente e operatori balneari che rispettano le regole. Eppure a subire i danni siamo sempre noi, con conseguenze anche sul riconoscimento della Bandiera Blu. È inaccettabile che Chioggia paghi per criticità che non dipendono dalla nostra comunità».
Armelao richiama inoltre l’attenzione sulla questione dei rifiuti in spiaggia: «Dopo ogni mareggiata arrivano detriti e immondizia da altre zone, perfino cartelli della Provincia di Trento. La pulizia della battigia ricade però esclusivamente sui cittadini e sulle imprese locali attraverso la TARI. È giusto che paghino solo i chioggiotti? No, è un problema che riguarda tutta la costa veneta e va affrontato insieme».
Il sindaco annuncia quindi nuove sollecitazioni alla Regione Veneto: «Chiederò soluzioni concrete e contributi per sostenere i costi della pulizia e affrontare seriamente la questione delle acque marine. Chioggia non può più essere la vittima silenziosa di problemi generati altrove».
Un ringraziamento va ad ARPAV per il costante monitoraggio, ma la richiesta del Comune è chiara: «Il problema va risolto a monte, non con divieti che penalizzano la nostra città».



