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Chioggia, scoperta una riserva di acqua dolce nel sottosuolo
Durante le ricerche del progetto europeo SWAMrisk, i tecnici del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo hanno individuato, a Punta Gorzone, un nuovo serbatoio di acqua dolce a oltre 30 metri di profondità.
Il progetto, che coinvolge partner italiani e croati, studia l’intrusione salina nelle zone costiere, un fenomeno che minaccia l’agricoltura e gli ecosistemi della Laguna di Venezia. Proprio a Chioggia i carotaggi hanno riservato la sorpresa più importante: sotto uno spesso strato di argille, è stata trovata acqua con una concentrazione salina di appena 1 grammo per litro, contro i 14 grammi del primo strato superficiale.
Si tratta di una risorsa preziosa, non ancora sfruttabile ma fondamentale per la ricerca futura. Non se ne conoscono ancora l’estensione né la portata, ma la sua presenza conferma l’urgenza di studiare e preservare le falde ancora integre.

“Questa scoperta – spiega Luigi Tosi del CNR – dimostra l’importanza di indagare il sottosuolo per capire se e dove ci siano ancora acquiferi non contaminati dal sale”.
Chioggia diventa così un punto centrale del progetto SWAMrisk, che punta a contrastare la siccità e a salvaguardare oltre 24 mila ettari di terreni agricoli a rischio. Una sfida cruciale per l’agricoltura veneta e per un’economia da 8 miliardi di euro.





