- Nuove panchine in piazza Todaro e piazzale Poliuto Penzo. Il sindaco: “Abbiatene cura”
- Uomo e intelligenza artificiale, a Chioggia un incontro sul futuro del lavoro
- Continuano i lavori per le imponenti gru destinate a Fincantieri
- Attacco informatico ai sistemi di SST Chioggia: attivate le procedure di emergenza
- Abbandono rifiuti, volontari in azione: due iniziative di pulizia a Chioggia
- Dal mare alla neve: Riccardo Ravagnan torna alle Olimpiadi e porta l’eccellenza della città verso Milano Cortina 2026
- Sottomarina ricorda don Pierangelo Laurenti: martedì 10 febbraio una messa nel sesto anniversario della morte
- L’Huffington Post spagnolo incorona Chioggia: “Una piccola Venezia che vale la pena di visitare”
- Arte in… comune”: continuano le mostre del gruppo Artisti di Chioggia
- Riva Canal Lombardo, i lavori si spostano tra calle Padovani e calle Campiello Duomo
Un albero di ciliegio per ricordare Marco Salvagno, a un anno dalla scomparsa
Nel primo anniversario della tragica morte di Marco Salvagno, il 21enne originario di Chioggia deceduto il 28 giugno 2024 in un incidente sul lavoro a Venezia, la comunità si è stretta attorno al suo ricordo con un gesto carico di significato e affetto.
Marco, molto legato all’oratorio salesiano e attivo nelle attività sportive della PGS, è stato ricordato da amici e familiari con una partita di calcio commemorativa, seguita da un momento di raccoglimento nei giardini del Sagraeto, davanti al Vescovado.
Proprio lì, accanto alla Cattedrale, è stato piantato un alberello di ciliegio in sua memoria, un segno tangibile della presenza e del ricordo di Marco nel cuore della sua città. La piantumazione è avvenuta il giorno precedente, e sabato scorso l’alberello è stato benedetto alla presenza di don Battista, della fidanzata Aurora e di un folto gruppo di amici e conoscenti.

L’idea dell’albero nasce dal profondo desiderio del nonno Angelo, che sognava un luogo vicino alla chiesa del Duomo e alla Madonna dove poter ricordare e pregare per il suo amato nipote.
A rendere possibile questo desiderio è stata Antonia Zennaro, che ha raccontato con emozione il momento in cui Angelo ha visto per la prima volta l’alberello:“Quando lo abbiamo accompagnato sul posto, bendato, appena ha visto l’albero si è commosso, sapendo che ora avrà un posto vicino in cui andare a salutare e ricordare il suo caro giovane nipote e a pregare per lui e con lui”.
Un gesto semplice ma profondo, che unisce dolore, amore e speranza, e che da oggi fa del Sagraeto un luogo ancora più carico di significato per tutta la comunità.





