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Udito, il ruolo fondamentale di famiglia ed amici nella vita di chi porta un apparecchio acustico
Mettere un apparecchio acustico in caso di problemi all’udito non risolve tutto. L’apparecchio aiuta tantissimo, ma non fa magie. Sentire meglio è un percorso che coinvolge anche la famiglia e le persone vicine. Un vero e proprio “lavoro di squadra”!
Cosa può fare, quindi, chi vive con una persona che porta l’apparecchio?
La dottoressa Elisa Zennaro di Clodiacustica ci dà alcuni preziosi consigli: piccoli gesti che fanno una grande differenza.
- Parlare rivolgendosi direttamente alla persona;
- Scandire bene le parole;
- Evitare di parlare da un’altra stanza;
- Assicurarsi che l’altra persona ci stia guardando e sia attenta prima di iniziare a parlare.
Quindi non si tratta solo di una questione tecnica. Gli apparecchi aiutano a sentire, ma la comunicazione efficace è fatta anche di abitudini e attenzione. Quando la famiglia collabora, i risultati sono migliori e la persona si sente più compresa e sicura. L’ascolto è anche una forma di affetto. Sentire meglio è importante, ma sentirsi ascoltati lo è ancora di più!

In caso di necessità di un apparecchio acustico, Clodiacustica è al tuo servizio per aiutarti a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze.
FISSA UN APPUNTAMENTO INSIEME ALLA TUA FAMIGLIA con le Dottoresse Cristina Bertotto ed Elisa Zennaro presso la sede di Chioggia o Cavarzere.
In cosa consiste la visita?
La prima fase è l’anamnesi attraverso l’otoscopia e la videoscopia, con le quali viene valutato lo stato di salute dell’orecchio; in caso di presenza di qualche patologia si viene indirizzati da uno specialista; in caso contrario, si prosegue con una audiometria tonale (si misura la soglia uditiva del paziente, cioè il minimo suono che la persona sente), e una audiometrica vocale, con cui si valuta la discriminazione uditiva.
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