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Fratelli d’Italia: “Servono aree parcheggio per bici e moto”
Attraverso una nota stampa Fratelli d’Italia chiede all’amministrazione di individuare delle aree da dedicare al parcheggio di bici e moto che invadono selvaggiamente il centro cittadino di Sottomarina e Chioggia nelle giornate di festa o nelle serate estive.
La segnalazione arriva dopo il week end pasquale che ha mostrato ancora una volta quanto la città sia disordinata e ci sia bisogno di soluzioni.
LA NOTA DI FRATELLI D’ITALIA
Che vi sia nel nostro territorio una altissima presenza di utenti delle due ruote è un fatto, per molti versi, estremamente positivo. Pensiamo a quanti giovani e giovanissimi usano le bici per muoversi e andare a scuola e quanto questo sia utile con un servizio di trasporto pubblico praticamente assente. Ma il tutto va in qualche modo gestito. La trasformazione, per esempio, di una porzione di lungomare e della zona adiacente la rotonda di piazza Italia in un parcheggio di fatto per questi mezzi, crea una situazione certamente disordinata.
Ricorrere all’ordinanza datata 2018 , dedicando ufficialmente una porzione del lungomare a parcheggio per due ruote, sarebbe di fatto una semplice sanatoria: c’è una situazione che non va bene ed anziché provare a risolverla si regolarizza. Non pare l’ideale sia perché permarrebbe la commistione tra pedoni e mezzi che arrivano/partono dal parcheggio, sia perché l’ampiezza del marciapiede del nostro lungomare andrebbe invece valorizzata. Si dovrebbe agire individuando a realizzando ulteriori aree di sosta dedicata a bici e moto come fatto tempo fa iniziando con la zona della curva che porta dal lungomare a Viale Umbria, utilizzando ulteriori spazi nelle traverse tra lungomare e viale Trieste ampliando quelli esistenti e magari una porzione del marciapiede di contorno al monumento ai lagunari.
Questa situazione evidenzia ancora una volta l’esigenza di risolvere la situazione dell’area ex Cichito che va dedicata a parcheggio attrezzato, ma sulla cui realizzazione la Giunta è impantanata da mesi. Vanno individuati anche nuovi spazi più capienti. La zona ovest di Piazzale Europa è ormai tutta dedicata a parcheggio e potrebbe essere per una buona porzione dedicata alle due ruote, si era anche ipotizzato di usare il cortile interno della scuola Pascoli che d’estate è per qualche periodo dedicato a cinema all’aperto, ma nel resto della stagione è inutilizzato e piuttosto spazioso. Doveroso, necessario ma non sufficiente individuare nuovi spazi dedicati alle due ruote, perché se non è in qualche modo obbligatorio usare quegli spazi si rischia di non risolvere la situazione.
Chiunque di noi se può arrivare direttamente a destinazione con il proprio mezzo non lo parcheggia più distante. Per questo bisognerà garantire il controllo del territorio che, come spesso abbiamo detto necessita, di più vigili in strada, anche la sera.
Poi certo non andrebbe fatta una azione di rimozione di massa da un giorno all’altro, ma un procedimento che preveda un primo week end la segnalazione delle zone di divieto, un secondo il passaggio dei vigili che lascino una sorta di avviso che i mezzi sono rimovibili. Solo successivamente una operazione di rimozione dei mezzi. In questo caso un servizio di rimozione va predisposto, va individuato ed organizzato un magazzino di deposito ed una procedura di restituzione dei mezzi ai legittimi proprietari, successiva all’aventuale versamento di sanzione amministrativa se dovuta.
Alcuni comuni queste procedure le hanno organizzate, certo non sono banali ma nemmeno impossibili. A chi chiediamo di seguire questo lavoro? Al comandante Sattin che ha detto di aver trovato una situazione ferma a vent’anni fa, ma non abbiamo capito bene cosa sta facendo per portarci all’avanguardia dei tempi? Al Sindaco Armelao? Nella sua propaganda elettorale elettorale il decoro era un tema importante, ma si è via via sbiadito fino a scomparire con il cambio di maggioranza. I problemi, grandi e piccoli, si stanno accumulando, la tattica è quella di metterli sotto al tappeto che però non basta più per nascondere incapacità ed omissioni quotidiane.




