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Alberi abbattuti nell’area verde di San Felice, il comitato del Forte chiede un incontro pubblico
Erminio Boscolo Bibi presidente del comitato Forte San Felice chiede all’amministrazione comunale di organizzare un INCONTRO PUBBLICO per discutere del progetto in corso nell’area San Felice dove nella giornata di ieri sono stati abbattuti alcuni alberi.
Scrive Erminio Boscolo in una nota: “Cosa si sta facendo? Come si sta operando? Queste sono le domande che si pongono sbigottiti in questi giorni tantissimi cittadini che vanno alla diga per la strada che costeggia l’area verde e vedono operai che abbattono alberi non comprendendone la ragione. Ancora tre mesi fa, appena iniziati i lavori per il progetto di recupero di questa vasta area, abbiamo espresso preoccupazioni, specie per le modalità operative, e chiesto all’Amministrazione comunale di aprire una pubblica discussione sul progetto di Oasi che sta realizzando il Consorzio Venezia Nuova. Nonostante solleciti vari, non abbiamo avuto finora riscontri dal Comune”.
Continua il presidente del Comitato Forte San felice: “Al direttore lavori dell’intervento abbiamo a più riprese chiesto che venissero messi cartelli con le indicazioni su cosa si sta facendo, in modo che la gente avesse un minimo di informazione, da installare uno verso la diga e uno dalla parte dei Murazzi: anche questo non ha avuto finora riscontro. C’è un esperto naturalista che sovrintende ai lavori: gli abbiamo scritto manifestando tutte le nostre preoccupazioni e chiedendo se possibile di essere presenti a un suo sopralluogo: risposta negativa. Dopo i lavori nella parte interna dell’area, non visibili dalla gente, si è ora cominciato ad intervenire anche sulla duna di confine verso la strada. Anche noi abbiamo visto con rammarico che sono stati abbattuti anche vecchi tamerici. Ci pare impossibile che il progetto esecutivo (che non conosciamo) preveda che siano abbattuti questi esemplari che sono ciò che resta dei filari di tamerici piantati più di 80 anni fa, a costituire quel cordone di duna (che arrivava fino all’ex-colonia Turati) al cui riparo è cresciuta l’area verde. Significa eliminare la radice storica dello sviluppo naturale di questo ambiente particolare”.




