 Da quando io ricordi faccio parte della Uildm e fatico a scindere se sia io membro dell’associazione, oppure se sia l’associazione parte della mia vita.Era il 1995 quando l’allora presidente Marcellino Boscolo venne a tenere una lezione sulle barriere architettoniche della nostra città, presso la scuola elementare S.Todaro, in cui io frequentavo la quinta elementare.Quel giovane uomo era in carrozzina come me però la sua era elettronica e si muoveva da solo; ci parlò dell’importanza di essere autonomi e di quanto fosse vitale poter girare liberamente per la città senza preoccuparsi di gradini o di altri ostacoli. La mia classe in quel periodo stava affrontando il tema dell’handicap e la maestra ci faceva fare giochi bendati o percorsi ricchi di ostacoli per aiutare ad immedesimarci nei panni di chi viveva uno svantaggio.A dieci anni mia madre si occupava di me totalmente senza farmi pesare nulla, barriere architettoniche e culturali comprese, ma da quel giorno capìì che “da grande” avrei voluto essere libera e per farlo avrei dovuto lottare in prima linea per la rivendicazione dei miei diritti. Quell’uomo, in carrozzina come me, viaggiava da solo, aveva studiato e dopo essersi sposato stava per diventare padre: io, che finora ero attorniata solo da normodotati o disabili psichici incontrati nei vari centri riabilitativi, compresi di non essere un’eccezione e nemmeno il Calimero della situazione, c’erano tanti come me che avevano solo problemi fisici, ma cuore e intelletto integri pronti ad essere scoperti. Non mi sentii più sola.Dopo 13 anni nella UILDM locale, da due anni ho l’onore di appartenere al Cordinamento Nazionale Gruppo Donne Uildm , costituito in modo informale nel 1998, in occasione delle Manifestazioni Nazionali UILDM di Palermo.I suoi obiettivi originari sono: - raggiungere le pari opportunità per le donne con disabilità attraverso una maggiore consapevolezza di sé e dei propri diritti.- cogliere la diversità nella diversità, riconoscendo la specificità della situazione delle donne disabili.Nel tempo il gruppo donne è un po’ cambiato. Non è più composto di sole donne e non si occupa più esclusivamente di questioni femminili. Anche la disabilità è diventata solo uno dei tanti elementi in un percorso di integrazione e di apertura su più fronti.Da quando si è costituito, il gruppo donne ha realizzato diversi seminari. Di questi ultimi si può trovare riscontro nelle pubblicazioni della collana denominata “Donne e disabilità”. Tutto il nostro materiale è presente nel sito: www.uildm.org/gruppodonne.Storia e Mission UILDMDa cinquant’anni la UILDM è l’associazione nazionale di riferimento per le persone affette da distrofie e altre malattie neuromuscolari. Fondata nell’agosto del 1961 da Federico Milcovich, essa si prefigge fondamentalmente alcuni scopi e progetti ben precisi:- promuovere con tutti i mezzi la ricerca scientifica e l’informazione sanitaria sulle distrofie muscolari progressive e sulle altre patologie neuromuscolari;- incentivare e favorire l’integrazione sociale delle persone con disabilità La UILDM Chioggia invece è nata nel 1993 per volere di un gruppo di amici e volontari . Obiettivo da sempre perseguito e raggiunto è la lotta per l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali al fine di favorire l’inclusione sociale dei disabili.A tal proposito nel 2007 è stata firmata in accordo con il Comune di Chioggia una convenzione per la consulenza ai tecnici pubblici e privati in materia di barriere. Inoltre nel periodo 2008-2009 viene sottoscritto un protocollo d’intesa che ha consentito di acquistare quaranta sedie mare per l’accesso al mare e la frubilità della spiaggia ai disabili, distribuite a tutti gli stabilimenti balneari del Comune.Dal 2006 viene proposta dalla UILDM Chioggia un’attività in piscina volta ai disabili e al loro benessere psico-fisico. Dal 10 dicembre 2009 la Uildm Chioggia (oltre alla storica sede sita in Municipio ), ha inaugurato dopo anni di fatiche una nuova sede operativa in cui si svolgono gran parte delle attività che vanno dalla fisioterapia al centro d’ascolto, ad attività conviviali tra cui la rassegna cinematografica “Ultimi Spettacoli” e la raccolta fondi annuale a livello nazionale, effettuata con la vendita di farfalline di peluche contenenti ovetti Lindt; quest’anno il ricavato è stato a favore dello sport nella disabilità ”liberi di...essere campioni”. UILDM CHIOGGIASede operativa via del boschetto 6 /h Chioggiatel 3289220382-3463056270 uildmchioggia@yahoo.it www.uildmchioggia.org Sostieni la Uildm di Chioggia. Dona il tuo 5 x mille indicando nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale 91007770273Oppure : con un versamento a Uildm Chioggia c/c postale 1000755965causale DONAZIONEPotrai detrarre l’importo dalla dichiarazione dei redditi!Valentina Boscolo
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 Gruppo Liliana vi presenta la borsa V°73 ( Vicolo 73) .Niente pubblicità, solo tam tam in rete, fino ad essere eletta la it-bag 2012 dallo speciale moda del Corriere della Sera, stiamo parlando della V°73, ovvero Vicolo 73.Le V°73 le trovate in 13 nuance diverse.Strizzano l’occhio alla chiccosissima Birkin di Hermès, la borsa più osannata da noi fashion victims. Già Pomikaki aveva avuto la stessa idea, ma Vicolo 73 è un progetto Made in Italy che sostiene una buona causa, ed inoltre la borsa ha una struttura diversa. La designer è Elisabetta Armellin e ha una bella storia da raccontare.Le borse V°73 da "Programma" in calle San Giacomo Dal suo sito si legge: “Venezia è la città in cui è nato il mio sogno. In quegli anni frequentavo l’Accademia di Belle Arti e non sapevo ancora in che modo l’avrei realizzato. A Venezia cercavo ispirazione passeggiando tra le calli e in quel vicolo che ogni giorno mi conduceva all’Atelier di pittura. Ricordo che tra le quattro cifre che indicavano il civico dell’Atelier c’era il 73, l’anno della mia nascita e numero ricorrente nella mia vita. Nasce da qui il marchio V°73. Oggi, ripensando all’Atelier veneziano e alla mia tavolozza di colori, ho deciso per V°73 di non creare tante borse in pochi colori, ma una borsa in tanti colori. Questo progetto è dedicato a voi. A voi che l’avete scelto: a tutte le donne che hanno un sogno”. I charms che trovate sulle bagsLa V73 è una speciale borsa in canvas con stampa effetto pelle bottalata. La preziosità della stampa, che riproduce la mitica Birkin in varie tonalità di colore, è data dalla lavorazione artigianale, i dettagli della borsa sono in pelle, e alla base sono applicati i piedini in metallo. Charms in metallo smaltato; all’interno della borsa ci sono quattro tasche applicate più due con zip (www.v73.it)All'interno delle bags trovate anche la mantellina anti pioggia ! La V°73 la trovate in 13 colori con finiture ottime e con tanto di sacca anti-pioggia inserita all’interno! Costa 175 €Chi le compra poi fa anche del bene, infatti parte del ricavato è devoluto alla Lilt di Treviso per aiutare le donne colpite da tumore al seno.Le V°73 le trovate da Programma, calle San Giacomo Chioggia di Elisa Boscolo "Forcola"
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 Le mani sono sempre in primo piano e dobbiamo dedicargli cure e attenzioni particolari. Per prima cosa bisogna sistemare le unghie e rendere le mani morbide e vellutate. Eos center vi consiglia di prenotare presso il centro i manicure e i pedicure esclusivi ad un prezzo imbattibile. Ecco i consigli utili per avere sempre mani e piedi impeccabili . Se le unghie sono molto lunghe vi consiglio di tagliarle o accorciarle col tronchesino e successivamente levigarle con la lima di cartone, dando alle unghie la forma che preferite: rotonda o quadrata. Lo step successivo è quello di ammorbidire le pellicine con una crema specifica e massaggiare con cura per farla entrare bene. Subito dopo immergete le mani in una bacinella di acqua tiepida, per far amorbidire bene la pelle. Tagliate le pellicine con le forbici adatte. Alla fine prendete della crema per le mani e massaggiate per bene per avere una pelle morbidissima. Massaggiate per bene per fare assorbire la cremaUltimo step , lo smalto. Se non vi piace molto apparire optate per uno smalto chiaro, se invece volete seguire l'ultima moda, osate con i colori vitaminici e sgargianti oppure se volete una cosa esclusiva optate per il french. Consigliamo di fare tutto in un centro estetico professionale come Eos, per avere prodotti esclusivi e risultati impeccabili. Da Eos trovate una vastissima gamma di smalti per unghie. Le classiche ed eleganti unghie rosseLa vasta scelta di smalti da Eos center.Passiamo ai piedi. Arriva l'estate ed è tempo di abbandonare le scarpe chiuse per dare spazio ai sandali e alle infradito, per questo motivo i piedi sono sempre in bella mostra e quindi devono essere perfetti. La prima cosa da fare è lasciarli a mollo per almeno 15 minuti e fare un bel scrub per eliminare la pelle dura dell'inverno. Successivamente, dopo avere fatto un bel bagno in miscele particolari che rendono la pelle facilmente esfoliante, è tempo di passare una spatola sulle parti dure. Dopo il bagno serve un massaggio sulla pianta del piede, sulle caviglie, sul dorso per drenare e sgonfiare la parte. Infine applicate una buona crema idratante che contenga olio emolliente e massaggiate bene per fare assorbire il prodotto. Manca solo lo smalto , ovviamente applicate lo stesso usato per le mani. Gli smalti "Layla" di Eos center, 7,60 € l'uno.**PROMOZIONE EOS**MANICURE + PEDICURE€ 34,50IN OMAGGIO UN FLACONE DI SMALTO "LAYLA" A VOSTRA SCELTA**EOS CENTER **VIA G. DA VERAZZANOSOTTOMARINATEL 041-492587di Elisa Boscolo "Forcola"
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 Come tutti i truccatori, ad accompagnarmi nei lavori ho la mia valigia o case o scrigno delle meraviglie :) contenente tutti i prodotti che possono servirmi durante un servizio di makeup.A vederla chiusa e se uno non sa, non si direbbe subito trattarsi di una valigia piena di cosmetici, infatti quando giro per strada penso a che idea potrebbero farsi le persone che mi guardano, sul contenuto del case. Un appassionato di 'fox crime' suppongo la collegherebbe subito ad una valigetta piena di provette, pinze, solventi, bustine per una scena del crimine, ma noooooo, niente affatto, niente paura, mi occupo solo di makeup!!! ;)Proprio ieri l'ho preparata in vista di un prossimo impegno; mi attende un'amica, una futura sposa.Come potrete immaginare ho dentro un po' di tutto, o meglio, tutto il necessario per riuscire a soddisfare le esigenze delle mie 'modelle', dalla base agli accessori: creme idranti, fondotinta, ombretti, rossetti, matite, rimmel, piegaciglia, pennelli, cotton fioc, fissanti, e l'elenco sarebbe ancora lungo.Tra gli ultimi validi acquisti fatti, che si trovano nel mio 'scrigno', c'è la palette "Naked" di Urban Decay, una serie di ombretti dalle perfette tonalità per un 'bridal makeup' molto pigmentati il chè significa che basta poco prodotto per un ottimo effetto.Questo, il primo prodotto che mi è venuto subito in mente. Poi però ci tengo a sottolineare la presenza di creme idratanti e burro cacao, perché c'è poco da fare, un trucco sarà tanto più bello, quanto più la vostra pelle sarà sana, pulita e idratata!!!I prodotti presenti variano, non tanto per qualità ovviamente, perché cerco di usare il meglio, ma ad esempio per prezzo; infatti non è detto che i prodotti son buoni solo se costano un sacco di soldi e/o sono di una nota marca. Vanno provati, testati e poi giudicati!Le marche più presenti nella mia valigia sono: Diego Dalla Palma, Makeup Forever, Mac, Nouba, Collistar, Dior tra le più costose; Kiko, Got Beauty, Bottega Verde, Yves Rocher, Sephora tra le più economiche. Quello che non si può dire è che se un prodotto di una certa marca è buono, allora son buoni tutti i prodotti di quella marca. Ci son case cosmetiche a cui riescono meglio certi prodotti pittosto che altri. Ad esempio la Maybelline fa buoni rimmel, non per niente, son stati gli inventori di questo prodotto, ma non direi lo stesso per altri cosmetici.Beh ora...se dalla foto notate prodotti che vi incuriosiscono e di cui volete notizie più dettagliate, potete scrivermi su SaraMakeup o makeup@sarascarpa.comCIAOSara Scarpa
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 Si chiama PLANKING ed è un nuovo trend che sta prendendo piede qui negli USA. Curiosi? Vi spiego di che si tratta... Plank significa asse di legno e planking e’ un nuovo gioco iniziato l’anno scorso. In poco tempo ha conquistato migliaia di ragazzi e ragazze, tutti desiderosi di cimentarsi in questa strana attività!Lo scopo del gioco e’ di farsi fotografare in posizione rigida, a pancia in giu’, preferibilmente in equilibrio con la testa completamente allineata alla spina dorsale e braccia dritte ed irrigidite ai lati del corpo.Naturalmente questa sfida viene condivisa via internet e social media (FaceBook) ed ogni concorrente cerca di essere il piu’ originale, sia nella scelta del luogo che nella creatività della situazione.Godetevi le foto fatte alla mia amica Jesica Increta che, come vedete, si è sbizzarrita in vari luoghi, alcuni anche un po’ impensabili e forse anche un po’ pericolosi.Anche il papà di Jessica, signore maturo, si èlasciato trasportare da questa moda !qui lo vedete sopra un macchinario a fare concorrenza alla figlia.Avete voglia di provare? Vi invito a mandarci delle foto della vostra interpretazione del planking (e il Ponte di Vigo e’ out: ci ho già pensato io… ).Scherzi a parte, usate cautela durante il planking e soprattutto …divertitevi !!!!Good luck and Happy Planking! Patrizia NeherNews from California
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 Molto si impara dai libri e molto dalle persone. Ancor di più si impara dalle persone che scrivono libri. In uno dei miei quotidiani viaggi da pendolare ho conosciuto Pier Giorgio Tiozzo, autore di un volume sull’affascinante mondo dell’ onomastica chioggiotta. Curiosa come sono, ho voluto saperne di più circa l’origine del mio cognome: Ferro. Che orgoglio sentire che i Ferri sono ritenuti una delle famiglie più antiche famiglie di Chioggia! Non contenta, ho “interrogato” Pier Giorgio su cognomi e detti di tutti i miei amici e parenti.Pier Giorgio Tiozzo Gobetto, autore di Famiglie e soprannomi, Saggio di onomastica chioggiotta dal 1700 al 2010. Da una piacevole chiaccherata con generoso regalo del prezioso volume in questione e la “moderna” amicizia su Facebook è nata una intervista molto interessante, alla scoperta di una comunità che si esprime socialmente e culturalmente attraverso i cognomi, detti e "nominanse" della sua gente. Pier Giorgio, da dove nasce il tuo amore per l’onomastica chioggiotta?Dall’attenzione verso la città e il territorio, perché sono arrivato alla ferma convinzione che gli aspetti di vita popolare costituiscono uno degli elementi più preziosi e caratterizzanti della nostra realtà, una risorsa da non disperdere lasciandola nel dimenticatoio. L’onomastica è uno dei modi per entrare in modo diretto dentro le tradizioni popolari. Ho ritenuto che offrire un quadro complessivo dei soprannomi dei tre diversi microcosmi locali (Chioggia, Sottomarina, Frazioni) potesse essere utile a renderci più consapevoli di molti aspetti. Mantenerne la memoria consente di avere uno strumento per sentirsi maggiormente comunità. Cognome, detto, soprannome. Che relazione esiste tra di essi?Il cognome ha origini che possono risalire al due/trecento e dal settecento si è cristallizzato ed è diventato ufficiale con l’anagrafe civica. Il detto è rimasto come tradizione orale; risale sicuramente a periodi lontani ma documenti con parecchi detti, quindi complessivi per una comunità, si hanno solo a partire dal settecento. Prima si confondeva con il cognome e in qualche caso lo sostituiva; con la diffusione dell’anagrafe pubblica è rimasto come uso orale, ma spesso nella vita quotidiana era più diffuso del cognome (non raramente si ‘scopriva’ il cognome di una persona solo vedendo le ‘pigrafe’). Soprannome è termine più generico e italiano. L’ho usato per indicare sinteticamente ciò che non è nome e non è cognome, e cioè: i deti, le nomenanse, i nomignoli personali (che altrove vengono chiamati diversamente). I detti (che sta per ‘chiamato’) sono soprannomi consolidati nel tempo, sono quelli che risultavano nelle carte d’identità di alcune persone (poco più di 100) e tutti gli altri quelli che ho riscontrato sia nell’ottocento sia a fine novecento (circa 500). Nomenanse (in italiano ‘nominanze, nomea’) i soprannomi, sempre familiari (che cioè si trasmettevano di generazione in generazione) ma con minore longevità, riscontrati solo nell’ottocento o solo nel novecento (in totale oltre 1500). Spesso sono un ulteriore sottogruppo dei detti: ad es. c’è un famiglia Tiozzo che all’anagrafe è detta Brasiola, ma all’interno di questi si individua un folto gruppo noto come Beppei e più in particolare è maggiormente conosciuta (da quasi un secolo) come Capitano (quindi ha di fatto due nomenanse). Quanto conta il contesto geografico e il contesto familiare nell’ uso di un termine piuttosto che un altro? Il soprannome è stato studiato come modalità che il gruppo sociale usa per inquadrare una persona, per individuarla ma anche, per così dire, ‘assoggettarla’ al gruppo. Quindi è molto legato al contesto sociale, all’area di provenienza (che un tempo era spesso molto caratterizzata). Diventa così il modo in cui diverse componenti della società riconoscono una persona, ne fanno un proprio componente: de chi zestu (fio), de che rassa zestu, mi chiedevano quando ero piccolo. Con il detto familiare venivo subito inquadrato. Non raramente la forma usata per il soprannome, o la voce stessa, derivavano da tradizioni familiari: ad esempio molti sono derivati dalla mamma, specie se questa aveva un ruolo sociale forte (ad es. gestiva un’attività o era più conosciuta del marito). Non era raro che si usassero più detti, a livello familiare, amicale o sociale, se nei diversi contesti prevaleva il riferimento ad un genitore o all’altro o altri elementi (ad es. il lavoro con una persona che aveva un altro detto). Come si è svolta la ricerca che ha portato alla realizzazione del tuo libro?Sono partito da una raccolta orale fatta tra i miei compaesani nel 1993-4 (assieme ad Alberto Moscheni), da questa sono andato a cercare le fonti archivistiche (in particolare presso i registri anagrafici comunali dell’ottocento che riportano il soprannome), poi ho consultato altre fonti (manoscritti della Biblioteca civica, pubblicazioni varie) ed ho fatto un’ulteriore verifica orale contattando parecchie persone del territorio di Chioggia, alcuni per le proprie famiglie, altri come informatori più generali. Ho sistemato il tutto in un elenco alfabetico complessivo collegando il soprannome al cognome (per quanto possibile) ricercando motivazioni per le spiegazioni etimologiche ed evidenziando alcuni elementi curiosi e di tipo soci0-culturale. Ho quindi scritto un saggio introduttivo su come vedevo le diverse questioni e integrato il testo con foto: stemmi di tutte le famiglie di Chioggia del 1780, disegni di vele di fine ottocento, soprannomi usati in attività commerciali. Piccola curiosità: qual è il cognome che ha più detti e “nomenanse”? Certamente Boscolo, che è anche il cognome largamente più diffuso a Chioggia e caratteristico di Sottomarina. Il cognome ha a Chioggia oltre 7700 residenti, in confronto ai circa 2500 Tiozzo, 1700 Penzo, e al massimo 1000 portatori per altro altri 3 cognomi (nel volume vengono indicati anche questi elementi). Tra i Boscolo ci sono 83 detti anagrafici, diventati ora secondo cognome, e ho individuato 2400 romenanse. Il detto più diffuso è Ceggion, con 641 portatori, seguito dai 591 Meneguolo: vi sono quindi molte più persone con questi detti che portatori della maggiorparte dei cognomi locali. Detti e nomenanse sono una peculiarità della lingua chioggiotta o possono essere trovati anche in altri dialetti italiani? Il soprannome è presente anche in quasi tutte le comunità, specie fino qualche decennio fa. A Chioggia (isola che è sempre stata popolosa e popolare) hanno assunto una diffusione ed un ruolo particolare, in modi specifici nel mondo della pesca e per i detti che sono diventati anagrafici, in ragione dell’alta concentrazione dei Boscolo e dei Tiozzo a Sottomarina. In seguito a questi elementi Chioggia può essere considerata “la città dei detti”.Qual è secondo te il futuro di questa microlingua così speciale? Quali gli strumenti più adatti per tramandarla?Dal 2010 alcuni detti (come il mio) sono diventati secondo cognome e rimarranno nei secoli. Altri permangono nella cultura popolare perché ancora molto usati (specie per attività pubbliche, ditte artigianali e commerciali). Molti sono destinati a sparire, in seguito al mutare della vita sociale e a quelli che chiamiamo processi di globalizzazione. Ma vedo in parecchi giovani un interesse per conoscerli e per mantenerli, oltreché per crearne di nuovi, come si faceva anche nel passato. Quindi penso che in parecchi casi se ne conservi l’uso o almeno la memoria, e il volume vuole mostrare qual è il mondo di riferimento di queste tracce che persistono. In ogni caso, conservarne la memoria, attraverso i racconti dei nonni e dei genitori, aiutati magari dal volume che ora è a disposizione, consente di mantenere un elemento di identità familiare e comunitaria che secondo me è prezioso perché coinvolge corde profonde di ciascuna persona. Per informazioni sul volume, comunicazioni e contatti con l’autore, scrivere a:dettichioggiotti@gmail.comIl volume può essere acquistato presso la libreria Il Leggio a Sottomarina Sara FerroFoto Cristina CarboninStemmi Comune di Chioggia
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IL MARITO DI MIO FIGLIO
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FESTA DI PRIMAVERA
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ALLA TANA LA SAGRA DELLA SOPRESSA
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CALENDARIO BIMBI MAGGIO 2012
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COLOURS - FESTA DI PRIMAVERA
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DOCUMENTARIO: PELLESTRINA IN BICICLETTA
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RASSEGNA DI ARCHITETTURA
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TAMBURINO E IL SUO PRIMO COMPLEANNO
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PHOTO GALLERY
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FLOU
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WE LOVE 90
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