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L’amministrazione fa il punto sull’impianto GPL di Val da Rio

Scritto da il 21 agosto 2018 alle 13:08
bomboloni, gpl

Forza Italia aveva chiesto nei giorni scorsi un nuovo consiglio comunale aperto  per fare il punto sulla situazione dell’impianto GPL in costruzione a Val Da Rio. In risposta arriva una nota dell’amministrazione che si dice disponibile, se ce ne fosse di nuovo bisogno, a commissioni e consigli aperti al pubblico, anche se al momento non sembra ravvisarne la necessità.

«L’amministrazione comunale è a fianco della città sul tema Gpl – spiega il vicesindaco Marco Veronese – e lo sta dimostrando fin dal suo insediamento, intervenendo in tutte le sedi competenti possibili. Anche il Ministero è a conoscenza del problema e a breve avremo un incontro a Roma». Il vicesindaco risponde anche ad alcune domande poste dal Comitato No GPL che aveva fatto notare come il sarcofago che racchiude i serbatoi sia più grande del previsto.

Scrive nella nota Veronese: “in merito alle difformità riscontrate rispetto al progetto discusso in conferenza di servizi, gli uffici comunali non sono intervenuti con un’ordinanza di demolizione per abuso edilizio, in base alla legge dello Stato 239/2004 (art. 1, comma 58) “Disposizioni sui depositi di olii minerali”. Si attende comunque riscontro dal Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco, che dovrà vagliare il progetto aggiornato e rilasciare il rapporto definitivo di sicurezza dell’impianto.

Per quanto riguarda invece il rispetto della legge 171/1973 “Legge speciale per Venezia”, l’amministrazione comunale ha ribadito in tutte le sedi giuridiche e ai Ministeri competenti che questo deposito di gpl doveva essere assoggettato al parere della Commissione di Salvaguardia per Venezia. Fin dai primi giorni del nostro insediamento, l’amministrazione comunale ha inviato più lettere ai Ministeri competenti sul tema fondamentale che l’autorizzazione ministeriale non comprendesse anche il permesso di costruire e l’autorizzazione paesaggistica.

Si ricorda – chiude la nota dell’amministrazione – che ad oggi sono presenti ancora tante criticità in merito all’iter autorizzativo dell’impianto, ad esempio mancano i permessi da parte della Capitaneria di Porto e dell’Autorità di Sistema Portuale per far accedere le navi gasiere all’interno del Porto di Chioggia”.

Autore: Admin

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