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Punto nascita di Chioggia a rischio chiusura

Scritto da il 8 gennaio 2016 alle 18:01
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Punti nascita con meno di 500 parti all’anno a rischio chiusura per il progetto del Ministero della Salute, Beatrice Lorenzin. Nel Veneto a rischio Chioggia, Pieve di Cadore, Asiago, Valdagno, Venezia, Trecenta e Adria.

Erika Baldin, consigliera regionale di Chioggia, interviene sul punto nascita della sua città: “”Le dichiarazioni del Ministero sulla chiusura del punto nascita di Chioggia sono segno di ignoranza sui dati reali delle nascite verificatesi presso l’ospedale cittadino. Abbiamo registrato 511 nati al 31 dicembre 2015 e il trend è in aumento. La capacità e l’efficienza del reparto ostetricia sono riconosciute da tutti, tant’è che molte madri provenienti da altre Ulss vengono a partorire proprio a Chioggia. Tutto il territorio lagunare, per le caratteristiche demografiche e morfologiche, va considerato meritevole di attenzione specifica e particolare. Dunque anche il punto nascite dell’ospedale Civile di Venezia deve essere salvaguardato.” “Come sempre la questione è politica- continua la Baldin. Le deroghe ai 500 nati come requisito minimo vengono concesse soprattutto se volute dal politico influente di turno, che si inventa le particolari peculiarità di quel territorio. Siccome a Chioggia arrivare ai 500 è difficile, la nostra proposta per il futuro può essere: per tutto il territorio lagunare, in presenza dei requisiti di sicurezza, l’abbassamento del numero a 450 o 400. L’ultimo dato certificato era appena sotto i 500 perché la Regione non aveva ancora registrato i nati nel periodo natalizio fino al 31 dicembre. Il punto nascita di Chioggia ha tutte le carte in regola per restare aperto. Non capiamo e non accettiamo questa pressione per chiuderlo”.


Anche Jacopo Berti, capogruppo M5S e vicepresidente della Commissione Sanità in Consiglio regionale interviene a difesa dei punti nascita: “Quello che chiediamo di evitare è, innanzitutto, il gioco allo scarica barile: è Roma a voler le chiusure, non è la Regione, e così via. Trovandoci poi – continua Berti – con i punti nascita chiusi, senza che nessuno se ne assuma le responsabilità. Per noi è importante che tutte le mamme di queste zone interessate possano continuare ad avere il loro punto nascita. Soprattutto a poche ore dalle tragedie che abbiamo vissuto, con due mamme morte in Veneto dopo esser state all’ospedale, ci sembra assurdo considerare tale evenienza. Pensando alle mamme in gravidanze a rischio, chiudere questi reparti significa condannarle a morte – sottolinea il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale – una situazione di emergenza come il distacco della placenta richiede l’intervento in 30 minuti; una donna con questo problema non farà in tempo ad essere trasportata nell’ospedale più vicino, magari ad un’ora di strada come nel caso di Asiago. Davvero vogliono mettere a rischio altre mamme e i loro piccoli?”

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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