Do You Speak Chioggiotto?

Intolleranze alimentari: una nuova prospettiva

Scritto da il 26 ottobre 2015 alle 10:10
intolleranze alimentari

In questi anni le intolleranze alimentari sono diventate sempre più simili ad una moda.

Sono pochi coloro che, ai primi sintomi di mal di pancia o eruzioni cutanee, non pensano immediatamente ad un problema di intolleranza. Spesso e volentieri, anche la difficoltà a dimagrire viene ricondotta ad un’intolleranza alimentare.

Ma è davvero così? Ci sono realmente così tante persone che soffrono di intolleranze o è solo una questione di marketing? E soprattutto, i test disponibili in circolazione sono affidabili?

Secondo la medicina ufficiale le intolleranze non esistono. L’unica forma di intolleranza accettata è quella al lattosio (uno zucchero del latte) che viene semplicemente “curata” con l’eliminazione dalla dieta dei prodotti contenenti lattosio. Tutte le altre problematiche legate al cibo, secondo la medicina ufficiale, o sono delle vere e proprie allergie, altrimenti non vengono prese in considerazione.

La realtà, purtroppo, è un’altra. Le evidenze cliniche (riscontrabili in ambulatorio, parlando con i pazienti), dimostrano che fenomeni di intolleranza alimentare non solo esistono ma sono anche in aumento.


Che soluzioni esistono?

Se da una parte la medicina ignora totalmente il problema, dall’altra abbiamo un fiorire di sanitari, para sanitari e altre nuove figure professionali non ben identificate, che propongono test di ogni tipo e dalla dubbia affidabilità e, come terapia, una dieta di eliminazione che escluda completamente la lunga lista dei cibi incriminati.

La dieta ad eliminazione funziona?

Solo in parte, infatti:

  • Quasi mai viene curato il problema di base, cioè quello che ha portato all’intolleranza;
  • Elimina molti cibi senza curarsi della categoria alla quale appartengono, con il rischio, quindi, di continuare a mangiare degli alimenti che mantengano attiva la reazione del sistema immunitario;
  • Soprattutto quando si fa del fai-da-te, di rischia di incorrere in carenze alimentari che potrebbero nel tempo portare a nuovi e peggiori problemi;
  • Alla reintroduzione dei cibi eliminati si possono avere reazioni ancora più acute;
  • Con il passare del tempo si possono sviluppare nuove intolleranze.

intolleranze come curarle


Cosa succede al nostro sistema immunitario?

Un fatto ovvio, ma che spesso viene sottovalutato, è che tutti noi, alla nascita, siamo intolleranti. Il nostro corpo, infatti, non è mai venuto in contatto con il mondo esterno e, dalla nascita in poi, dovrà piano piano imparare a conoscere e a gestire l’ambiente che lo circonda.

L’allattamento ha il ruolo fondamentale di costruire un sistema immunitario sano e forte che poi, durante lo svezzamento, imparerà a fare amicizia con il cibo, sviluppando così la tolleranza alimentare.

alice gamba dietistaNel mondo frenetico occidentale, che bombarda il nostro organismo con antibiotici, inquinamento, additivi e sostanze artificiali, stress, carenze ed eccessi alimentari, possiamo immaginare come sia facile, per il nostro povero sistema immunitario, perdere il controllo.

Quando gli stimoli da gestire sono troppi e l’organismo è sovraccarico, da qualche parte c’è qualcosa che scoppia. Ecco che fioccano dermatiti, orticarie, coliti e chi più ne ha più ne metta.

Intolleranze alimentari? Non sempre. Anzi, nella maggior parte dei casi basterebbe cambiare il proprio stile di vita per risolvere il problema. Ma questa soluzione è scomoda. È molto più facile dare la colpa al grano o al latte che prendersi le proprie responsabilità per le poche ore di sonno, il cibo spazzatura o la poca attività fisica.


Come fare per recuperare la tolleranza alimentare?

I punti essenziali sono:

  • Seguire una dieta di rotazione che inserisca i cibi a cui risultiamo intolleranti all’interno di un programma preciso e personalizzato in modo che il sistema immunitario impari a fare nuovamente amicizia con il cibo;
  • Rivedere il proprio stile di vita per supportare i processi di guarigione (stress, respirazione, sonno, acqua, nuove abitudini etc );
  • Curare l’intestino che è la base del sistema immunitario;
  • Supportare i processi di disintossicazione di fegato, reni, pelle ed intestino, eventualmente anche con l’ausilio di fitoterapici;
  • Integrare eventuali carenze preesistenti;
  • Lavorare sulle convinzioni e sull’aspetto psicosomatico che lega mente e corpo in una simbiosi inscindibile.

Se volete approfondire l’argomento, leggete l’articolo sul mio sito (link QUI) e ricordatevi di registrarvi per ricevere gli aggiornamenti mensili!


Per non perdervi notizie, consigli e convegni su uno stile di vita sano
seguitemi anche su Facebook e sul mio sito www.alicegamba.com

Per qualsiasi domanda o informazione, potete contattarmi direttamente tramite mail ad alice.gamba@gmail.com o tramite cellulare al 333 92 39 374
Note
Fonte immagini: http://blogs.independent.co.uk/ - http://besport.org/

Autore: Alice Gamba

Mi chiamo Alice e svolgo la professione di Dietista come libera professionista. Dopo aver provato sulla mia pelle numerose diete, grazie allo studio universitario sono arrivata a capire che per ottenere e, soprattutto, mantenere un peso sano è necessario imparare a mangiare in modo corretto senza, però, “mettersi a dieta”. Il cambiamento deve coinvolgere lo stile di vita di una persona a [...]

Leggi il resto su .

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *