Do You Speak Chioggiotto?

Audio intervista: il 14 marzo a Chioggia Maurizio Torchio con il suo “Cattivi”

Scritto da il 10 marzo 2015 alle 16:03
maurizio torchio Cattivi

«La cella è lunga quattro passi e larga un paio di braccia tese. Se mi alzo in punta di piedi tocco il soffitto. È uno spazio a misura d’uomo. A misura mia».

Sabato 14 marzo alle ore 18 presso la Sala Espositiva del Museo Civico Chioggia nuovo appuntamento a ingresso libero con CELiBRI – scrittori dal vivo alla Sabbadino.

Stefano Spagnolo presenta Maurizio Torchio con il suo “Cattivi”, Einaudi, un romanzo in cui è il carcere a parlare per mezzo della voce rinchiusa di un ergastolano in isolamento.

Un testo scabro e affilato, duro, scritto tutto a togliere. Torchio è al terzo libro, il secondo per Einaudi, e questo rappresenta certamente uno scarto – per linguaggio e prospettiva – rispetto alla consueta letteratura carceraria.

Ascolta l’audio intervista di Stefano Spagnolo a Radio Bcs con Gianni Nardo.

cattiviQuello che scorre in cella d’isolamento è un tempo puro, svuotato di eventi. Tanto da far sembrare i giorni di chi può vedere la luce del sole – seppure attraverso le sbarre – come un luogo di libertà, fantasticato per sentito dire. Il mondo di fuori è piú evanescente ancora, piú irreale del passato, o dei sogni. Cresce allora la tentazione di chiamare il carcere casa, e farlo abitare dai ricordi: «Se ti svegli con il batticuore, per fortuna la prigione è lí che ti aspetta. Ti tiene sollevato, separato da terra, inchiodato con la branda nel muro. Sente i tuoi movimenti. Mentre dormi, la prigione trattiene il fiato per ascoltare il tuo respiro». L’orizzonte si restringe un istante dopo l’altro, ma anche i desideri cambiano forma: l’amore per chi si prende cura di te – non importa quanto crudelmente – dà l’innesco a una Sindrome di Stoccolma universale. Un incrocio di solitudini che accomuna carcerati e carcerieri, fino a estendersi all’intera prigione, compreso chi è apparentemente escluso da ogni società e gerarchia. Cattivi è un romanzo di parole e sentimenti compressi, storpiati dalle cattività che li restringono. Ma anche una storia di sopravvivenza in condizioni estreme. Dando fiato a una voce che finisce per diventare l’essenza stessa della reclusione, Maurizio Torchio è riuscito nel miracolo di descrivere, senza mai giudicare, i fili invisibili che legano carnefici e vittime. Il cibo, il sesso, i rumori, l’attaccamento appassionato agli oggetti, servono a parlare di ogni spazio chiuso. A raccontare ogni attesa vana, ogni dolore ripetuto che nella ripetizione trova un balsamo. Fino all’ostinata irragionevole speranza nel dopo, perché «tutta la vita non consumata dev’essersi conservata, in qualche modo, da qualche parte. Dovrà arrivare. Non può essere evaporata semplicemente passeggiando, dormendo»

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

Leggi il resto su .

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *