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Ponte sul Brenta, niente finanziamenti dalla Regione. Masiero: lacune amministrative e non colpa delle Darsene

Scritto da il 17 febbraio 2015 alle 12:02
Marino Masiero

La Regione Veneto non rimette a bilancio i fondi per lo sbarramento del Fiume Brenta. Masiero: “Ora non si provi a dare la colpa delle lacune delle pubbliche amministrazioni a chi ha solamente tutelato le proprie imprese”.

La notizia è arrivata in questi giorni ed è una prima “vittoria” per le darsene che, da tempo, a suon di ricorsi, hanno contestato in tutti i modi un’opera che rischia di creare grossi danni alle loro attività, portandole alla chiusura.

La Regione, sospendendo i finanziamenti, sembra quasi ammettere che qualcosa nel progetto, del costo di 22 milioni di euro, non va.

“Non conosciamo le motivazioni di questa scelta – afferma Marino Masiero, amministratore delegato della darsena Marina del Sole e che, con la sua associazione Slow Lagoon, è all’interno di Gruppo Turismo Chioggia – ma stiamo notando che si sta già cercando di addossare la responsabilità di tutto questo a noi e non alle pubbliche amministrazioni artefici di questo scellerato progetto. Lo sbarramento del fiume Brenta, in accoppiata al ponte, è pericoloso per via del possibile cedimento degli argini. Lo stesso progettista dell’opera ha ammesso la loro fragilità durante le piene. Inoltre, idraulici di fama internazionale hanno pubblicamente dichiarato che l’opera è inutile, pericolosa per chi vive e lavora nel territorio limitrofo e genera inoltre ingenti danni economici alle imprese nautiche”.

“Non capiamo – continua Masiero – come mai sia stato pubblicato il bando ed assegnato l’appalto in pendenza di un ricorso al Tar, uno alla Corte dei Conti e ben esposti alla Procura della Repubblica che denunciavano una grave serie di violazioni amministrative e tecniche. In questi ultimi mesi inoltre, qualcuno ha voluto trasformare la vicenda in una sorta di guerra tra gli interessi di chi rischia di chiudere la propria darsena e i residenti della frazione di Ca’Lino – Isola Verde che, attraverso il ponte, potrebbero arrivare a Chioggia bypassando la Romea. Niente di più falso. Il ponte andrebbe sì costruito, ma vicino alla foce dove collegherebbe i due litorali e costerebbe la metà. Solo in questo modo i residenti della frazione avrebbero un notevole miglioramento della propria viabilità”.

Autore: ChioggiaTV

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Un commento

  1. Ferruccio Lorenzutti

    19 febbraio 2015 at 15:32

    La notizia che lo sbarramento non si farà è un’ottima notizia. Il buon senso ha prevalso. Per quanto concerne invece la necessità di collegare Isola Verde e Ca’ Lino a Sottomarina, se guardiamo al futuro della città, più che un ponte che sovrasti il fiume, vedo più utile un tunnel sotto il Brenta con profondità tale da garantire, anche durante le basse maree l’ingresso di grandi navi da crociera e pertanto un pescaggio che superi abbondantemente quello previsto dal progetto del MOSE. Già oggi si tende a costruire navi passeggeri che superano le 200 mila tonnellate di stazza. E’ una cosa fattibile e tale da prevedere la grande espansione turistico commerciale del nostro territorio. Non va dimenticato, che Chioggia, ha in sé potenzialità di sviluppo portuale e di espansione urbanistica tale da diventare il più importante porto dell’Adriatico per posizione strategica e spazi disponibili, rispetto a altri porti soffocati ormai da una urbanistica esistente e non più modificabile. Pertanto il Brenta si presterebbe magnificamente a questo scopo. Sono convinto che altre forze esterne capiscono e temono queste potenzialità nostre. Sta a noi saperle gestire guardando al futuro della nostra gente a testa alta e non con il cappello in mano.

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