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Scoperto un caso di “cabotaggio” abusivo dal N.O.A della Polizia Locale di Chioggia

Scritto da il 14 gennaio 2015 alle 11:01
trasporti

Scoperto un caso di “cabotaggio” abusivo grazie al Nucleo Operativo Autotrasporto della Polizia Locale di Chioggia.

Durante l’ordinaria attività di controllo dei mezzi pesanti lungo la Statale Romea, mercoledì 7 gennaio è stato fermato un autoarticolato sloveno che stava eseguendo un trasporto nazionale di merci (rotoli di carta per uso industriale) da Tolmezzo verso tre destinazioni pugliesi.

Questo genere di attività è tecnicamente definita “cabotaggio” (trasporto merci effettuato fra due località italiane), ed è consentita ai vettori stranieri provvisti di licenza europea nell’ambito di regole ben precise, finalizzate ad evitare situazioni di concorrenza sleale nei confronti dei vettori italiani.

Il problema del cabotaggio abusivo praticato dai vettori esteri sta creando non pochi problemi alle aziende di trasporti italiane. La recente liberalizzazione del cabotaggio ha infatti aperto il mercato italiano anche ai vettori stranieri (purchè la sede dell’impresa sia in uno Stato aderente all’Unione europea, con l’esclusione della Romania e Bulgaria). Ciò ha determinato un duro colpo per la categoria degli autotrasportatori, che ha più volte segnalato la concorrenza sleale dei vettori stranieri, che sono massicciamente presenti sul territorio, sottolineando anche l’impunità degli abusivi, determinata dal numero molto elevato di automezzi in circolazione rispetto alla difficoltà di eseguire questo genere di controlli, che necessitano particolare competenza e complicati riscontri, anche internazionali.

Secondo l’attuale normativa, i trasportatori comunitari possono infatti effettuare uno o più trasporti in ambito nazionale. Il vettore straniero può infatti scaricare una prima volta la merce in Italia e successivamente eseguire fino a 3 “cabotaggi” nei sette giorni seguenti alla data del primo scarico. Se invece il vettore straniero scarica la prima volta in altro paese UE, esso potrà entrare vuoto in Italia e sarà autorizzato ad eseguire un solo cabotaggio dalla data di entrata nel territorio nazionale e comunque non oltre i sette giorni da quando ha scaricato per la prima volta all’estero.

Nel caso del veicolo controllato ieri dagli agenti del N.O.A., il trasportatore sloveno aveva effettuato il primo scarico in Italia il 24 dicembre ed aveva iniziato l’attività di cabotaggio il 5 gennaio, caricando a Tolmezzo merce destinata per la Puglia. Il conducente era però privo dei documenti di scarico. Le articolate verifiche effettuate sia sui documenti di trasporto che contattando la ditta slovena incaricata delle spedizioni, hanno confermato in maniera incontrovertibile che il viaggio internazionale, da cui può scaturire il cabotaggio, si era concluso il 24 dicembre e quindi i sette giorni utili per l’effettuazione dei tre trasporti nazionali erano già passati.

L’autoarticolato è stato sottoposto a fermo amministrativo per 3 mesi  ed irrogata la sanzione amministrativa di 5000 Euro. Ora la Prefettura, una volta pagata la sanzione e le spese di custodia, disporrà il completamento del periodo di fermo in Slovenia, con il divieto per quel veicolo di rientrare in Italia fino a fine fermo.

Per la particolarità e la complessità dell’accertamento svolto, il personale del N.O.A. ha ricevuto i vivissimi complimenti del responsabile della Divisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti incaricata a coordinare l’attività di controllo, a livello nazionale, sui trasporti pesanti su strada.

Autore: ChioggiaTV

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