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Ospedale di Chioggia, niente ricoveri inutili grazia alla unità per il Dolore Toracico

Scritto da il 30 ottobre 2014 alle 14:10
dott valle

A Chioggia, niente ricoveri inutili per dolore toracico se non c’è rischio infarto. Questi ricoveri sono un problema nazionale oltre che locale, perché inutili ai pazienti e molto costosi per le Ullss. Ciononostante, questo tipo di ricoveri sono molto numerosi nel nostro Paese, per la frequenza degli episodi di dolore toracico: in Italia infatti, secondo i dati più recenti (2013), sono stati osservati 30.676 ricoveri, pari a 5.1 per 10.000 abitanti e nella Regione Veneto 3.7 per 10.000 abitanti. Ma quanti a Chioggia nel 2013? Solo 6, pari a 0.9 per 10.000 abitanti, grazie al quotidiano sforzo della della “Unità per il Dolore Toracico” (“Chest Pain Unit”).

“Questa – spiega Roberto Valle, primario della Cardiologia di Chioggia – non è altro che una funzione collaborativa tra Pronto Soccorso e Cardiologia, che abbiamo importato dai grossi centri ospedalieri statunitensi. Si tratta di una modalità gestionale che prevede la prolungata monitorizzazione dell’elettrocardiogramma, grazie ad un sistema telemetrico in Pronto Soccorso, associata al controllo seriato degli esami di laboratorio, che rilevano precocemente anche il minimo danno cardiaco, che compare nelle primissime ore dell’infarto, prima che questo si manifesti”. “Inoltre – continua – precocemente, al momento della presa in carico, i pazienti effettuano un ecocardiogramma, presso la contigua Cardiologia, per escludere sia un infarto, che altre malattie con sintomi simili, che potrebbero indurre in pericolosi errori diagnostici. Se dopo 6-12 ore di questa osservazione intensiva, gli esami sono tutti negativi, ma il profilo di rischio è elevato, i pazienti riafferiscono alla Cardiologia per essere sottoposti ad un test da sforzo. Se anche questo risulta negativo (come si verifica nella massima parte dei casi), i pazienti possono tornare a casa in sicurezza, viceversa sono ricoverati”.

“Per capire le dimensioni dello sforzo di questa sinergia – sottolinea il primario del Pronto Soccorso Andrea Tiozzo – basti pensare che nel 2013, ben 701 pazienti si sono rivolti al Pronto Soccorso, per dolore toracico, 480 dei quali (pari ai due terzi) sono stati sottoposti alla gestione dell’Unità per il Dolore Toracico”. Questo approccio aumenta bruscamente la sicurezza del paziente afferente all’Ospedale per dolore toracico. Si sa, infatti, dalla Letteratura internazionale, che ogni 100 pazienti con dolore toracico (e portatori di fattori di rischio), rinviati a domicilio, senza una valutazione strutturata tipo “Chest Pain Unit”, il 5% torna con un infarto entro un mese. Con questo approccio strutturato, invece, questi eventi sono rarissimi. D’altra parte, questa Unità permette di individuare e quindi di ricoverare quasi solo i pazienti che sono cardiopatici e che poi risultano affetti da angina, alla coronarografia. Ecco perché i ricoveri per dolore toracico sono così pochi a Chioggia. Il direttore generale dell’Ulss 14 Giuseppe Dal Ben “esprime la sua soddisfazione per un approccio che dimostra come la piena collaborazione tra medici di diverse discipline, consente di raggiungere risultati che coniugano la massima sicurezza dei pazienti con un risparmio economico per la collettività”.

 

Note
Nella  foto il dott. Valle di Cardiologia a sinistra e dott. Tiozzo del Pronto Soccorso a destra

Autore: ChioggiaTV

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