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MeteoChioggia ci spiega il fenomeno della Bora

Scritto da il 23 settembre 2014 alle 16:09
trieste bora

La Bora è il vento orografico più forte e frequente del Mediterraneo: molto studiato dai ricercatori di tutto il mondo, soprattutto all’estero, è ancora misterioso e sottovalutato in Italia.

La Bora è un vento a raffiche impetuose e scostanti di natura catabatica: cioè causato dal divario di pressione e temperatura tra l’entroterra danubiano e l’Adriatico. Per questo motivo, l’aria, incanalandosi nelle “Porte della Bora“, soffia con estrema violenza anche sul Golfo del Quarnero e lungo il litorale dalmata fino alle porte di Zara, dove si attenua sensibilmente, per riprendere più a sud, ma con frequenza degli episodi inferiore, fino alle Bocche di Càttaro, in Albania.

Le “Porte” sono degli intagli naturali nelle Alpi Dinariche, catena montuosa che segue la costa adriatica dell’ex Jugoslavia, dove l’aria fredda è costretta a passare per gettarsi in Adriatico e, per una legge fisica, aumenta notevolmente la sua velocità. La principale è quella di Trieste, seguita dalla Porta di Fiume e di Segna (Senj, Croazia).

Una caratteristica particolare è che la Bora ha uno spessore in altezza di pochissime centinaia di metri.
Nei picchi di intensità e frequenza dei colpi di vento, la Bora può assumere connotati simili a quelli dei venti generati dagli uragani: spesso e volentieri la velocità delle raffica a Trieste supera i 120-130km/h ma in occasioni eccezionali si è arrivati a velocità nettamente superiori: nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2012 a Trieste è stata registrata una raffica di 182km/h.

Il record ufficiale è del 1954 quando sono stati registrati 171km/h prima che lo strumento (anemometro) si rompesse per la furia del vento. Altre raffiche registrate con strumenti non omologati riportano 188km/h nel marzo 2010 e 173km/k l’1 marzo 2011. Nella zona di Segna (Senj) e di Veglia (Krk) sono state registrate raffiche tra i 220 e i 250km/h ma con strumenti fuori norma. Resta però il fatto che la parte meridionale dell’isola di Krk sia completamente senza piante, come si vede dall’immagine dal satellite, forse dovuto alla violenza del vento.

BoraLa Bora soffia sempre da Est-NordEst verso Ovest-SudOvest e può essere attivata da un gran numero di situazioni meteorologiche. Nello specifico della Bora triestina, che poi è quella che interessa direttamente anche la nostra città, essa ha origine da una massa d’aria, generalmente fredda e densa, che preme sulle Alpi Giulie e Dinariche, richiamata da un nucleo di bassa pressione sul Mediterraneo centrale. Ciò crea una forte differenza di pressione atmosferica tra le zone oltr’Alpe e quelle marittime. A questo punto il flusso si incanala tra il monte Re (Nanos) e il monte Nevoso (Sneznik), nell’area carsica di Postumia (Postojna), acquistando velocità e turbolenza, fattori che saranno ulteriormente aumentati nella “caduta” dal Carso verso il Golfo di Trieste.

Esistono alcune tipologie che tracciano minuziosamente le caratteristiche della Bora in rapporto alle configurazioni isobariche: le principali sono dette “Bora chiara“, “Bora scura” e “Borino“.

La Bora chiara si presenta con cielo sereno e temperature generalmente rigide nella stagione invernale, le medie orarie sono inferiori a quelle della Bora scura, complici le relative pause tra una raffica e la successiva, ma le punte massime possono comunque raggiungere valori elevati, generalmente superiori ai 130km/h, nel caso la differenza di pressione tra le pianure sloveno/danubiane e il Mediterraneo sia elevata. La Bora chiara è, generalmente, discontinua perchè si genera normalmente in caso di isobare “poco strette” (cioè poca differenza di pressione atmosferica tra due punti in relazione alla distanza). L’intensità massima è invece elevata ed è spiegata dal fattore termico: con notti serene la Slovenia interna si raffredda notevolmente e le masse che creano la Bora divengono molto dense e acquistano notevole velocità nella caduta verso il mare mite. La Bora chiara ha una durata che può essere di poche ore ma può raggiungere anche le 2 settimane.

La Bora scura è invece attivata solo da “isobare strette” (cioè molta differenza di pressione atmosferica tra due punti in relazione alla distanza). Mentre al suolo la direzione resta quella classica (da NordEst a SudOvest), oltre i 1500m di quota i flussi prevalenti sono sud-orientali o pienamente meridionali. In questo caso il contrasto tra l’aria umida in quota e quella fredda più bassa genera precipitazioni che al suolo divengono nevose. La durata media della Bora scura è di 48-72 ore. La Bora scura ha una continuità decisamente superiore a quella della Bora chiara e anche le massime raffiche assolute sono state segnate in queste condizioni meteorologiche proprio per via del forte divario di pressione in campo.

Il “Borino” soffia più spesso nelle mattinate d’estate ma anche in pieno inverno. Si viene a creare soprattutto per la forte differenza termica tra il Carso sloveno ed il mare, anche in assenza di divari di pressione tra le pianure sloveno/danubiane e il Mediterraneo. In inverno esso si forma in presenza di vaste distese innevate nell’entroterra sloveno, dove le temperature resistono a molti gradi negativi. Esso è così poco spesso in altezza che non rimescola gli strati d’aria che attraversa, favorendo, in presenza di correnti miti in quota, una notevole inversione termica al suolo.

BoraEcco alcuni dati tratti dai miei rilevamenti meteorologici a Chioggia dal 2006 relativamente alla Bora:

– la raffica più forte è stata misurata il 11 febbraio 2012 con 109,4 km/h,
– la giornata più ventosa è stata il 10 marzo 2010 con 41.8 km/h di media nell’arco dell’intera giornata,
– nel marzo 2008 ci sono stati 4 giorni consecutivi (dal giorno 4 al giorno 7) con raffiche di Bora superiori ai 70km/h.
(Dati tratti da MeteoChioggia.it )

La foto a destra, scattata sul Carso triestino, è emblematica della nascita della Bora: nelle montagne slovene si vede la nebbia ghiacciata stagnante mentre nel punto è stata scattata la foto, il vento già soffiava a 70km/h!

Autore: Luca Sassetto

Lampi, temporali e tempeste ma soprattutto NEVE! Sono Luca, ho la classica “mezza età” e per ChioggiaTV mi occupo di meteorologia facendo le previsioni del tempo per la nostra adorata città.

La mia passione è nata con la potente nevicata/gelata del gennaio 1985, quando giravo ancora col mitico Bravo perchè la patente non l’avevo ancora presa. Ma è stato con l’[...]

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